Pucci sbanca il Casinò di Campione a suon di risate

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Un lieto ritorno, quello di Andrea Baccan, in arte Pucci, sul palcoscenico del Casinò di Campione d’Italia, sottolineato dal tutto esaurito e dal grande successo registrati in occasione del suo spettacolo di sabato 20 gennaio, dal titolo In…tolleranza Zero. Il comico milanese, alla sua quarta presenza all’interno della prestigiosa location sul lago di Lugano, ha conquistato il pubblico con un’ora di battute irresistibili sui pregi e i difetti dell’italiano medio e con piccoli e deliziosi cammei musicali, affiancato, nel gran finale, da Gigi Rossetti, in arte Gigi Rock, un altro volto noto della trasmissione Colorado Cafè, fasciato nei suoi pantaloni dorati e stilosissimi. 

«Durante il mio monologo racconto quello che tutti hanno vissuto nel percorso della propria vita – ha dichiarato l’artista dopo lo spettacolo – rivedo ognuno di noi da bambino, parlo della quotidianità, del rapporto di coppia e delle relazioni con i familiari, riporto alle persone cose in cui riescono a riconoscersi, e per questo possano riderne. Questo fa sì che il mio sia un pubblico numeroso, eterogeneo e trasversale, e dimostra come la gente abbia sempre più voglia di ridere. Recentemente ho partecipato da spettatore ad una convention sulla vita, durante la quale si è giunti alla seguente conclusione: ciò su cui si baserà l’umanità nel prossimo decennio saranno il buon cibo e le risate, mentre la moda occuperà il terzo posto. Questa cosa mi ha gratificato molto».

Reduce da dodici date sold out al Teatro Nazionale di Milano, Pucci non ha nascosto la sua soddisfazione («1600 persone a sera, sono venuti anche da lontano per vedermi»), esprimendo inoltre il suo pungente parere sulla futura nascita di Zelig TV, un progetto fortemente voluto da Bananas Media Company e Smemoranda (sotto i quali si celano la creatività e le irriverenti penne di Gino e Michele). «Quel movimento, purtroppo, non c’è più. Zelig è stato artefice della comicità televisiva, ha fatto sedere intere famiglie sul divano a guardare un programma, ma ora è tutto finito. Questo, a mio parere, è successo perché non c’è un sufficiente ricambio generazionale, oggi i giovani non hanno interesse per queste cose, preferiscono il rap e diventare star del web, pubblicando da soli i propri video e creando pubblico intorno a essi. Noi invece vivevamo la tensione della televisione, ci preparavamo per giorni, avevamo un altro modo di approcciarci alla cosa. La comicità in Italia è ancora di proprietà di noi “vecchi”, e forse per noi è un bene perché non abbiamo nessuno dietro che ci spinge, anche se siamo costretti ad un costante aggiornamento per restare al passo coi tempi. Quello che è certo è che voglio continuare a fare il mio mestiere parlando delle cose che mi piacciono, raccontando quello che vedo e dicendo sempre quello che penso».

(Foto di Carlo Pozzoni)

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