Sette Antigoni disobbedienti per un mondo migliore

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Sabato 3 marzo alle 21, alla Piccola Accademia di TeatroGruppo Popolare di via Castellini 7 a Como, ottavo appuntamento della rassegna Il teatro e Margherita, con il sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto Connessioni controcorrente con lo spettacolo Antigoni, scritto e diretto da Giuseppe Adduci con Olga Bini, in prima assoluta. Uno spettacolo sulla disobbedienza civile attraversando il mondo e il tempo, da Antigone a Malala. Disobbedienza che – come nel caso del rifiuto di Rosa Parks a cedere il proprio posto su un autobus a un passeggero bianco avviò il rovesciamento del sistema segregazionale negli Usa – può contribuire al miglioramento della società e delle sue dinamiche richiamando attenzione sui diritti umani. Antigoni è uno spettacolo fatto di storie di disobbedienza al femminile. A cominciare da Antigone, appunto, antesignana della disobbedienza civile avendo rifiutato di soggiacere all’editto reale che impediva il seppellimento della salma del proprio fratello e andando con questo incontro a morte certa. Sette donne, prese dalla cronaca e dalla storia, si alterneranno nel racconto di un’attrice che darà loro voce e paleserà le loro vicende di rifiuto della tracotanza e dell’ingiustizia della società in cui si sono ritrovate a vivere, ciascuna tornando a perpetuare il mito di Sofocle.

Olga Bini

Il valore del “No” acquista quindi in questa accezione un valore costruttivo prima che ostativo, la cui volontà è soprattutto quella di trasformazione di stati apparentemente immutabili. Come nel caso di Malala, una ragazzina il cui desiderio di studiare e con lo studio trovare emancipazione ha dovuto affrontare la rozzezza del mondo talebano, così retrivo da tentare il suo assassinio pur di tentare di affossare il principio di libertà espresso con quel desiderio innocente e primario. Come nel caso di Rosa Parks che lottò per l’emancipazione della popolazione nera d’America semplicemente rifiutando di cedere il proprio posto sull’autobus a un bianco. Come nel caso di Franca Viola che rifiutò il matrimonio riparatore prendendo simbolicamente a spallate l’edificio sociale costrittivo e maschilista degli anni Sessanta in Italia. E il semplice piccolo “no” di Giovannina che tracciò insieme a migliaia di altre donne una x sulla scheda a favore del divorzio, o quello ben più impegnativo di Francesca Rolla all’imposizione nazista di abbandonare il proprio paese. Come il no rimasto in bocca a Marie Tritingnant, figlia del famoso regista fancese, inespresso al proprio amato e assassino, altrettanto famoso cantante di un gruppo musicale.
Per consolidare la convivialità che ha sempre contraddistinto gli appuntamenti di TeatroGruppo Popolare, la rassegna, in questa come in altre occasioni, prevede cibo e teatro nello stesso luogo. Sarà possibile infatti prenotare per le 19.30 la pizza al 3381013531 o al 3387985708 o scrivendo a info@teatrogruppopopolare.it. Ingresso a 15 euro con pizza (ore 19.30); 10 euro solo spettacolo (ore 21).

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