Paolini racconta Le avventure di Numero Primo al Sociale

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Un altro pezzo da novanta della scena italiana arriva, sul palco del Teatro Sociale. Marco Paolini, narratore di razza ma anche instancabile cercatore di nuove storie, da raccogliere o da creare dal nulla, sarà a Como venerdì 16 marzo alle 20.30. Questa volta, l’attore e autore porta nella sala comasca Le avventure di Numero Primo, il suo più recente lavoro, scritto con Gianfranco Bettin. Una storia originale, dalle atmosfere “futuribili” e anche un po’ fantascientifiche, perfettamente inserito nel programma della Stagione notte L’infinita equazione, che, come sappiamo, è dedicato alla scienza. Le musiche originali dello spettacolo sono di Stefano Nanni, luci e audiovisivi sono firmati da Michele Mescalchin, e le tavole illustrate sono di Roberto Abbiati. In scena, ovviamente, Paolini. Colui che ottenne, nell’ormai lontano 1993, un successo nazionale con il suo lavoro Il racconto del Vajont, oggi, cambia ancora la direzione della sua lunga e ricca parabola artistica e ci porta in un mondo dove dominano la tecnologia e le neuroscienze, con qualche sorpresa.

Paolini, questo suo nuovo lavoro per le scene sembra fondere tutti gli interessi che lei ha sempre manifestato, nei suoi precedenti allestimenti. Dalla curiosità verso le scienze al gusto per l’avventura, fino alla narrazione della propria terra d’origine. È così?
L’osservazione mi pare corretta perché, in effetti, io sono tutte queste cose. Possiamo dire che questo spettacolo fa un balzo dalla memoria al futuro. Del resto, io ho una reputazione da narratore civile e ho sempre bisogno di andare oltre, di non assecondare la tentazione di classificare ed etichettare.
Quindi, quale nuova sfida si è posto con Le avventure di Numero Primo?
Mi sono interrogato sui cambiamenti in atto, a livello sociale, ma anche a livello individuale. E questo mi ha portato, inevitabilmente, a riflettere sulle potenti trasformazioni tecnologiche in atto. Basta pensare alle platee di un teatro. Oggi, i telefoni non suonano nemmeno più. Gli schermi si illuminano e gli spettatori si trasformano in avatar. Qualcosa sta accadendo.
Che futuro si immagina?
Un futuro che non sarà uguale al nostro presente. Domani non sarà l’aggiornamento di oggi. In questo scarto, affascinante, ho cercato di immaginare cosa potrebbe accadere e così è nato questo spettacolo.


Chi è Numero Primo?
È un progetto pirata, qualcosa che dovrebbe essere rigettato alla nascita. Eppure questo “bambino” è anche una speranza, una sfida a qualcosa di molto pericoloso e diventa, a modo tutto suo, un eroe, una fiaba e una metafora insieme.
Quale sarà il suo stile di racconto?
Ho lavorato a lungo per esplorare tutte le possibilità espressive e credo di aver trovato il modo di proporre al pubblico una comunicazione nuova e interessante.

I pochisimi biglietti rimasti per lo spettacolo costano da 27 a 13 euro. Info e prenotazioni: www.teatrosocialecomo.it e alla biglietteria del Teatro Sociale, allo 031270170.

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