Ovadia a Chiasso con Il casellante di Camilleri

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L’immaginario poetico di Andrea Camilleri, il papà del popolarissimo Montalbano, arriverà al Cinema Teatro di Chiasso sabato 24 marzo alle 20.30 per un appuntamento non dedicato al commissario di Vigata ma a un’altra tra le opere letterarie dello scrittore siciliano. Va in scena lo spettacolo Il casellante, basato sulla sceneggiatura dello stesso Camilleri con Giuseppe Dipasquale. Sul palco vedremo un altro personaggio di grande notorietà. Si tratta di Moni Ovadia, il cantore yiddish, che sarà nella sala ticinese con Valeria Contadino, Mario Incudine e con Sergio Seminara e Giampaolo Romania. Sul palco saliranno anche i musicisti Antonio Vasta e Antonio Putzu, che eseguiranno brani scritti appositamente per lo spettacolo da Incudine con lo stesso Vasta. La regia è firmata da Giuseppe Dipasquale.

Valeria Contadino, Mario Incudine e Moni Ovadia

Come detto, la vicenda è tratta da uno dei romanzi di Camilleri e i suoi lettori più fedeli riconosceranno, nella pièce, uno stile omogeneo e facilmente individuabile. Non poteva mancare ovviamente l’ambientazione siciliana che però non ha velleità veriste o cronachistiche. La Sicilia di Andrea Camilleri è un mondo tra sogno e realtà, tra paradosso e osservazione disincantata delle vicende umane, con un fondo filosofico non trascurabile. Il comico e il tragico si mescolano per un risultato affascinante che vive dei suoi contrasti. Il tempo della storia corrisponde agli anni Quaranta, durante la dittatura fascista in Italia. Nino, leggermente invalido per un incidente sul lavoro, ha ottenuto l’incarico di sorvegliante di una linea ferroviaria che da Vigata porta a Castelvetrano. Si tratta di una linea secondaria, a binario unico, lungo la costa.

Il trenino a vapore che la percorre e a sole tre carrozze e trasporta un’umanità abitudinaria che durante i viaggi trova modo di stringere relazioni e amicizie. Nino, Grazie a questo incarico, ha ottenuto di essere esonerato dalla guerra. Purtroppo però, questo non lo mette a riparo dai problemi che il conflitto provoca e lo si capirà subito appena le incursioni degli aerei angloamericani Cominciano a essere più martellanti ea colpire anche la zona della linea ferroviaria gestita dal casellante. L’arrivo di alcuni soldati che devono costruire un bunker contro i bombardamenti metterà a rischio Il piccolo mondo di Nino e nella sua vita intera un grande dolore anche se la storia non è semplice come potrebbe apparire.

Per il pubblico della sala di Chiasso sarà un appuntamento interessante. Ovadia alternerà al suo ruolo di cantastorie con l’interpretazione di alcuni personaggi secondari e permetterà ancora una volta gli spettatori di gustare la sua bravura nel Calcare il palcoscenico. Importante anche i ruoli di Valeria Contadino, intensa Minica, e Mario Incudine, al cui estro compositivo si devono le incalzanti musiche di scena. Come si è detto, le musiche sono originali e non sono soltanto un accompagnamento in quanto fanno parte della storia e costituiscono uno dei pilastri del tessuto narrativo. Altro elemento significativo, come in tutti gli scritti di Camilleri, e la sua particolarissima lingua nata da una mescolanza tra parlata dialettale, particolari grammelot e italiano. La lingua stessa è musica per le orecchie degli spettatori. Si consiglia di abbandonarvisi per entrare in maniera naturale quasi istintiva nella tessitura del racconto. Biglietti a 40 euro (platea) e a 35 euro (galleria). Info: www.centroculturalechiasso.ch.

(Foto di Antonio Parrinello)

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