Otello è pronto per il bis nell’Arena del Sociale

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Torna sabato 30 giugno alle 21.30, in Arena del Teatro Sociale di Como, l’Otello del Festival Como Città della Musica 2018 nella sua versione d’opera partecipata secondo il progetto 200.com. Dopo il tutto esaurito della prima, sono ancora due le repliche del capolavoro verdiano per la città nel solco del filone tematico di quest’anno Per amor di donna, undicesimo nella storia del festival estivo: quella di martedì 3 luglio, merita ricordarlo, sarà in charity partner con Action Aid a favore del progetto Donne: identità al lavoro – Indipendenza economica contro la violenza domestica.

La tragica sorte scenica di Desdemona, vittima di contrastanti negatività maschili , si consuma ancora una volta come emozione e riflessione scatenate dalla partitura sublime e universale dell’ultimo Verdi. Sogno e scommessa, per la nuova produzione firmata al femminile dalla regista Silvia Paoli per Teatro Sociale Aslico, sulla quale appassionati, esperti e pubblico si confrontano in queste ore a Como.

Dal grande letto a portantina di una Desdemona vittima sacrificale, al simbolo equino metafora di follia, al mettere al centro di fatto l’azione, di Paoli, circondandola delle grandi masse corali, il primo complimento va proprio alla schiera dei 200.Com.

Il coro 200.com con Sarah Tisba

L’aver retto la prova di Otello, per un assieme non professionistico, è di per sé un traguardo encomiabile: l’ascoltarli dentro questa regia, che li ha portati, nei loro movimenti, a momenti di autonomia vocale quasi madrigalistica, ha del miracoloso, frutto dell’impegno dei maestri Giuseppe Califano, Alberto Maggiolo, Giorgio Martano, Mariagrazia Mercaldo.

Francesco Anile e Angelo Veccia

Altro è discutere sul senso di aver per uno spettacolo d’opera partecipata proprio Otello, con le sue meravigliose difficoltà. Jacopo Rivani, che appartiene alla generazione dei giovani direttori esperti, competenti, con un gusto musicale autentico ma anche schietti e pragmatici, ha guidato tutto con polso, pur rimanendo di fatto acusticamente confinato con l’Orchestra 1813 nel matroneo assegnatogli. L’amplificazione discreta, efficace quanto bastava, ha restituito gli stupendi colori della tavolozza verdiana impoveriti e, inevitabilmente, dal sapore riprodotto.

Sarah Tisba e Francesco Anile

Complimenti, fra i protagonisti, vanno ad Angelo Veccia ed al suo Jago lucido, in voce dalla prima all’ultima nota, convincente anche scenicamente, insieme alla Desdemona espressiva di Sarah Tisba. Il giovane soprano è arrivato vocalmente pronto fin dal Mio superbo guerrier alle prove finali di Canzone del salice e Ave Maria: ben modulate, anche se un po’ emotivamente svigorite, nel grande ambiente dell’Arena.

Angelo Veccia e Oreste Cosimo

Francesco Anile è stato un Otello un po’ affaticato, non sostenuto da una salute vocale impeccabile; parimenti degni del loro ruolo Oreste Cosimo (Cassio), Nivo Franchini (Roderigo), Shi Zong (Lodovico), Massimiliano Mandozzi (Montano), Caterina Piva (Emilia).

(Foto di Carlo Pozzoni)

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