Marranchelli: «Vi racconto il mio Carmen show»

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Come un rito, una tragedia annunciata e “pubblica”, in cui una donna muore davanti ad una platea consapevole. È questa l’idea base su cui è stato costruito Carmen show, lo spettacolo che debutta giovedì 15 marzo, in ben tre repliche al Teatro Sociale di Como. Nato per Operait, la branca di Opera Education nata per gli under 18, lo spettacolo, con la regia di Davide Marranchelli, andrà in scena in mattinata alle 9.30 e alle 11.30, per gli studenti che hanno aderito al progetto di Aslico. Poi, in serata, alle 20.30, le porte del Sociale si apriranno anche per il pubblico adulto. I destinatari ideali sono coloro che non hanno dimestichezza con il melodramma e che vogliano avvicinarsi a questo genere attraverso una formula intermedia. Naturalmente, Carmen show è tratto dalla Carmen di Bizet, scelta, quest’anno, come opera di riferimento di tutti i progetti Education. Parliamo dello spettacolo con Marranchelli, attore e regista comasco, che ha già lavorato per Operait nelle scorse stagioni.

 

Marranchelli, in che modo avete adattato Carmen di Bizet per un pubblico di ragazzi under 18 e per gli adulti che ancora non conoscono l’opera?
Nello spirito di Opera Education, l’idea è quella di abbattere le barriere, di accorciare le distanze tra la platea e il palco. In questo caso, ad esempio, abbiamo scelto di portare una parte degli spettatori proprio sul palco, per coinvolgerli nella messinscena come spettatori di una vicenda che diventa un rito collettivo. Inoltre, lavorando su un’opera così celebre e anche dai temi fortissimi, come il femminicidio, la libertà, gli stereotipi di genere, abbiamo puntato ad un allestimento il più possibile pensato e coinvolgente, che portasse più domande che risposte. Questo è, a mio parere, lo scopo del teatro.

Federica Falasconi ha curato la drammaturgia musicale di Carmen show

A ogni spettatore si chiede di abbigliarsi di nero e di portare un fiore. Perché?
Questo particolare dress code che abbiamo introdotto è finalizzato sempre a una maggiore partecipazione. Lo si fa da anni, per esempio, in altre branche del progetto, come Opera Domani. Abbiamo voluto coinvolgere nel gioco del teatro anche gli spettatori dai 15 ai 99 anni, e questo è un modo semplice per farlo.
Parliamo quindi, nello specifico, di questo spettacolo, di cui lei firma la regia, mentre la drammaturgia musicale è di Federica Falasconi…
Si tratta di un allestimento ibrido, di impronta più marcatamente teatrale, grazie alla presenza di un attore, Stefano Dragone. Sul palco ci sarà poi la danzatrice Noemi Bresciani, che ballerà sulle note del pianista Giorgio Martano. La parte più lirica è affidata a Elena Caccamo che interpreta Carmen, a Marco Miglietta nei panni di don Josè e a Giuseppe Zema che è Escamillo e Zuniga. Diversi linguaggi, per una prova che vuole far innamorare il pubblico di questa storia, crudele e potente.

L’attore Stefano Dragone

A proposito di temi drammatici, abbiamo detto che si parla, naturalmente, di femminicidio. In che modo?
Il tema non è isolato ma messo in relazione con la grande questione della libertà e anche al tema degli stereotipi di genere. Anche con l’aiuto di ActionAid abbiamo lavorato molto, nei laboratori, per comprendere come spesso, uomini e donne siano vittime di pregiudizi cristallizzati nel tempo e accettati dalla società. Carmen è, per esempio, una predestinata e morirà per un rifiuto d’amore. José poi ucciderà per non venir meno alla sua “integrità” maschile, per non retrocedere dall’immagine di maschio alfa.
Come viene rappresentata Carmen?
È la donna potente, dal fascino misterioso e ammaliante. È la strega, la zingara che esercita la sua influenza sull’uomo. La vedremo sensuale e forte, come si addice al suo personaggio. È “magica”, come Circe, come Medea, come tante eroine tragiche del teatro.
E l’opera che ruolo ha in tutto questo?
È il genere espressivo dominante, detta le regole con l’espressività meravigliosa e anche straniante della musica celeberrima di Bizet.

Per la replica serale, i biglietti sono in vendita a 15 euro. Info: www.teatrosocialecomo.it e 031270170.

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