L’energia di Stomp per la prima volta a Como

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Nel 1991, Steve McNicholas e Luke Cresswell fissano intensamente un bidone della spazzatura e, dopo qualche ragionamento, si dicono che tutto sommato non è poi tanto differente da una batteria. L’estate di quell’anno, passando per la compagnia di artisti di strada Pookiesnackenburger, il duo fonda Stomp, un collettivo che trasforma giornali, sacchetti di plastica, coperchi, scope, accendini, sturalavandini e decine di altri “attrezzi di scena” della realtà urbana in percussioni capaci di produrre ritmi coinvolgenti.

Oggi, lo show ha vinto decine di premi, i suoi protagonisti calcano palchi sparsi in ogni continente e, su YouTube, è possibile reperire il filmato della loro esibizione allo spettacolo di chiusura dei Giochi Olimpici di Londra del 2012. Prossima tappa è il Teatro Sociale di Como, martedì 11 e mercoledì 12 dicembre alle 20.30 grazie alla collaborazione con MyNina Spettacoli. Phil Batchelor, nel cast dal 2007, oggi rehearsal director, ce ne parla al telefono da Londra, dove sta celebrando un “finto natale” coi suoi parenti. Il 25 dicembre, infatti, sarà in tour a Berlino, circondato dalla sua famiglia acquisita: «Passando così tanto tempo insieme, fra esibizioni e prove giornaliere, è inevitabile nascano legami profondi – racconta – Come ogni gruppo abbiamo alti e bassi, ma c’è una grande positività di fondo».

Otto show a settimana da un’ora e quaranta di incessante movimento l’uno. «È come un allenamento in palestra particolarmente impegnativo – scherza – in pratica ci presentiamo sul palco come una squadra di netturbini culturisti». Alla base, democrazia purissima: «Io stesso non ho un background da performer, semplicemente ho visto lo show a Londra parecchi anni fa e mi sono detto ‘Wow! Voglio farne parte’! Ho cercato il sito web e trovato un link che reindirizzava alle date per una serie di audizioni aperte».

Niente curriculum o fuochi d’artificio, ci si ritrova in una stanza e a fare la differenza è l’istinto naturale: «Il processo è semplice, dei membri designati del cast vanno dalle aspiranti nuove leve e fanno provare loro una minuscola porzione dello spettacolo – spiega – dopodiché, a distinguersi è chi dimostra particolare spirito e senso del ritmo».

Chi viene preso passa per un duro allenamento prima di finire su un vero palco, ma non si smette mai di imparare: «Undici anni dopo, sento ancora di non avere il pieno controllo su tutto quel che succede mentre siamo lì sopra». Portare un prodotto così liberatorio in un contesto chiuso e formale come un teatro può sembrare una contraddizione in termini. In realtà, un margine rimane fuori dagli schemi: «Il modo in cui lo spettacolo è scritto lascia uno spazio del 25% all’improvvisazione. Ciascuno degli otto performer ha un assolo scritto in autonomia per esaltare i tratti del suo personaggio senza l’uso della parola». Nota finale: «Con Stomp dimostriamo che c’è musica in ogni cosa – conclude Credo che la nostra performance possa ispirare le persone a vivere più attivamente la realtà che le circonda».

Biglietti a partire da 39 euro.

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