Le Sorelle Materassi: tre grandi attrici per un grande spettacolo

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Una domenica pomeriggio a teatro, il Parenti, e la malinconia per l’avvicinarsi del lunedì scompare. Merito di quel teatro – uno dei miei preferiti – e merito dello spettacolo. Tre straordinarie attrici – Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, una regia impeccabile – quella di Geppy Gleijeses, un romanzo immancabile nelle librerie e nella cultura letteraria di ciascuno di noi – Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, l’adattamento originale di uno tra i più importanti drammaturghi italiani – Ugo Chiti. Date queste premesse, non c’è da stupirsi che Sorelle Materassi, prodotto da Gitiesse Artisti Riuniti, stia riscuotendo un meritatissimo successo di pubblico. In molte delle repliche si è registrato il tutto esaurito e anche domenica scorsa è stato così: segno che in molti hanno voluto occupare più che bene un pomeriggio. Non sono abituata ad andarci in quella fascia oraria ma devo dire che osservare una platea così nutrita e variegata mette proprio di buonumore. La stessa platea ha applaudito calorosamente il cast e la messa in scena, partecipando alla storia, sorridendo agli scambi tra le tre protagoniste e facendosi coinvolgere dalla loro storia familiare che si dipana nella campagna fiorentina di inizio Novecento.

Lucia Poli, Marilù Prati e Milena Vukotic

Teresa (Lucia Poli) e Carolina (Milena Vukotic) Materassi hanno, con grande sacrificio e dedizione al loro lavoro di fini ricamatrici, acquisito una posizione di prestigio presso la buona società fiorentina e rinsaldato il patrimonio sperperato dal padre. Cinquantenni, rimaste zitelle, hanno accolto in casa la sorella minore, Giselda (Marilù Prati), tornata in famiglia dopo un fallito matrimonio con un nobile dissoluto e, dopo di lei, Remo, figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Il giovane, dotato di incredibile bellezza, fascino e vitalità, sconvolge pian piano l’equilibrio familiare: approfittandosi dell’affetto e delle cure delle due zie più anziane -“Zì Te” e “Zì Ca”- e arruffianandosele per soddisfare tutti i suoi capricci, spende molto più di quanto le due donne possano permettersi. Accecate dall’amore per il nipote – il quale conquista anche l’affezionata domestica Niobe e il giovane contadino Palle, e da un senso del dovere fin troppo marcato, Teresa e Caterina si trovano di nuovo sul lastrico; di nuovo devono far fronte ai creditori e ripartire dal basso, a forza di cambiali, per rimettersi in sesto, una volta che il nipote le abbandona per sposarsi con una ragazza americana bella e facoltosa. Giselda, unica a rendersi conto della situazione, non viene ascoltata ma, anzi, tacciata di cattiveria e indivia per i suoi modi diretti e il suo piglio.

Gabriele Anagni con Lucia Poli e Milena Vukotic

Sul palco, insieme alle tre grandi attrici per le quali qualunque apprezzamento della sottoscritta sarebbe comunque troppo poco, un bravissimo e convincente Gabriele Anagni, che interpreta Remo: gli appassionati di fiction lo ricorderanno in Un posto al sole, Un medico in famiglia, Questo nostro amore, ma l’attore ha all’attivo numerosi ruoli a teatro in Medea, Caligola e Romeo e Giulietta. A completare il cast Sandra Garuglieri (Niobe), Luca Mandarini (Palle), Roberta Lucca (Peggy): un gruppo eccezionale che, anche grazie alle scene di Roberto Crea, le luci di Luigi Ascione, i costumi di Ilaria Salgarella, Clara Gonzalez Liz Ccahua (coordinate da Andrea Viotti dell’ Accademia Costume&Moda, Roma-1964) e le musiche di Mario Incudine, riporta in scena, sapientemente, l’intelligenza e l’ironia del romanzo di Palazzeschi. Avete tempo fino a domenica, per gustarvelo: io non me lo perderei, fossi in voi.

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