Lavia dice Leopardi al Sociale

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La parola poetica di Leopardi, alta ma capace di arrivare al cuore di tutti, sarebbe, di per sé, un richiamo potente. Se poi, a proporla al pubblico è Gabriele Lavia, uno dei maestri indiscussi del teatro italiano, l’appuntamento ha subito un sapore irrinunciabile. Si parla dello spettacolo Lavia dice Leopardi, che andrà in scena lunedì 15 ottobre alle 20.30, al Teatro Sociale di Como. È il debutto di un altro segmento del programma. Tocca ai Circuiti Teatrali Lombardi, settore dedicato a produzioni raffinate e per palati esigenti. Sul palco, appunto, Gabriele Lavia, attore, regista di grande fama, che in una carriera lunga oltre cinquant’anni, ha affrontato innumerevoli sfide di palcoscenico e di fronte alla macchina da presa, con ruoli titanici. Ora, con questo recital, Lavia sale sulla scena “insieme” a Leopardi, per un gesto d’amore puro.

«Le poesie che dirò anche da voi a Como – spiega l’attore – le conosco fin da ragazzo. Molte le ricordo a memoria e le ho amate fin da quando sedevo tra i banchi di scuola. Sono nei miei ricordi e nel mio essere, da sempre. Anche ieri notte, ad esempio, le ho ripassate nella mia memoria. Poi, naturalmente, nel tempo ho frequentato e studiato questi scritti, ma certamente quello che voglio comunicare al pubblico è la bellezza di questa parola, una bellezza che non ha bisogno di commenti, spiegazioni, interpretazioni».


Anche se Lavia non vuole rivelare troppo di questa prova, la scelta dei componimenti sarà orientata sui Canti, poesie che egli scrisse dopo la fine di un periodo difficile, in cui l’ispirazione alla lirica sembrava aver lasciando posto alla acuta riflessione filosofica delle Operette morali. Sono i “grandi idilli”, come A Silvia, Il sabato del villaggio, per non parlare del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, dolente e dolcissima riflessione sulla fragilità umana.


A chi gli chiede quale di questi componimenti preferisca, Lavia risponde «È Il passero solitario, che come le altre liriche leopardiane è una poesia filosofica e misteriosa». Se sperate, però, che questo mistero venga svelato, proprio nella serata del recital al Sociale, siete in errore.


«Non proporrò esegesi – afferma – Del resto, la critica, di Leopardi non ha capito quasi nulla! Io voglio fare l’amore con il pubblico e per questo non servono note esplicative». Dunque, non ci resta che ascoltare e ricreare la magia della parola che si fa azione scenica. Intanto Lavia prepara altre sfide. «A breve debutterò con John Gabriel Borkman, di Ibsen, diretto da Marco Sciaccaluga. Poi reciterò ne I giganti della montagna di Pirandello, con mia regia. Grandi impegni, non c’è che dire, ma l’attore risponde: «Ho sempre scelto di fare cose grandi. Forse non sarò riuscito a farle bene, ma la vita è troppo breve per non osare».

(Biglietti a 20 euro più prevendita. Info: www.teatrosocialecomo.it.).

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