Il primo Viaggio a Reims al Teatro Sociale è tutto per i giovani

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Il tema del viaggio è forse quello che più si addice alla storia culturale di Como e del suo lago. Viaggio era quello degli amanti della cultura e degli artisti d’oltralpe che scendevano in Italia; viaggio era quello dei compositori e poeti romantici che sulle rive del Lario si rifugiavano per ispirarsi. La Stagione lirica 2018 del Teatro Sociale di Como si apre questa settimana con Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini. È un gesto originale e coraggioso, a 150 anni dalla scomparsa del compositore pesarese. L’atto unico con il quale AsLiCo inaugura Opera Lombardia e il Sociale il suo cartellone In viaggio è, contemporaneamente, una celebrazione trionfale dell’operismo italiano; la convergenza di due secoli di melodramma; uno spartito destinato a una élite di cantanti; un’auto-parodia rossiniana; una partitura che inanella una serie di pezzi di bellezza e ironia straordinari; il luogo di tutte le architetture musicali; il concepimento del grand-opéra; un esempio di bravura compositiva che non ha pari.

Sono solo alcuni degli aggettivi attribuiti al Viaggio a Reims da quel 18 agosto 1984 in cui, dopo la fortunata riscoperta della partitura al Conservatorio romano di Santa Cecilia, la Cantata scenica composta come biglietto da visita di Rossini per Parigi in occasione dell’incoronazione di Carlo X a re di Francia il 19 giugno 1825 fu ritirata dal compositore alla terza rappresentazione (e trasformata in parte ne Le Comte Ory). Un immenso affresco musicale celebrativo di se stesso da parte di Rossini, del fatto storico particolare francese, un atto unico di quasi tre ore divise dall’autore in tre parti. I 18 personaggi che compongono il cast si ritrovano nell’albergo termale Il Giglio d’Oro della località termale di Plombières, pronti a partire insieme per Reims con l’intenzione di assistere all’incoronazione di Carlo X: il tempo dei preparativi diventa occasione per portare in palcoscecnico un catalogo completo di personaggi, caratteri e stilemi vocali “à la Rossini”, quanto basta perché la «Sì di matti una gran gabbia», non riesca neppure a partire, con relativo banchetto celebrativo in attesa di rimediare, con una più regolare partenza verso Parigi, i grandi festeggiamenti previsti nella capitale dopo l’incoronazione. Alla prima del 1825, il cast scelto da Rossini rappresentava il meglio esistente nel mondo delle voci del momento, a partire dalla comasca Giuditta Pasta.

Mai come quest’anno la #Primagiovani Under 30 della Stagione Lirica del Teatro Sociale di Como sarà tale. Martedì 25 settembre dalle 19 il teatro vedrà giovani in sala, sul podio e in palcoscenico per la serata non di sola opera attiva con successo da qualche anno. Il viaggio di stasera, in collaborazione con Il Birrivico di Como e l’associazione Laltro, sarà per i ragazzi del pubblico verso Reims ma anche attraverso le birre artigianali: dall’Inghilterra, passando per Belgio e Germania per poi tornare in Teatro, nel lussuoso Grand Hotel ideato dalo scenografo Luigi Scoglio per il regista Michał Znaniecki. Ad attenderli in sala, nella serata speciale con ingresso agevolato, sarà il direttore d’orchestra venticinquenne Michele Spotti sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, e la fresca rosa di coetanei della scuderia AsLiCo, pronta a far vivere in una chiave nuova i caratteri universali dei personagi rossiniani: la Corinna di Maria Laura Iacobellis (soprano), la Marchesa Melibea del contralto Irene Molinari, la Contessa di Folleville dei soprani Francesca Benitez (per la prima di giovedì) e Paola Leoci, 28 anni da Monopoli (sabato sera), una Madama Cortese di Marigona Qerkezi, nata a Zagabria da genitori kosovari, nei doppi panni di soprano e – caso unico – di flautista dal vivo in scena, il Cavaliere Belfiore del ventiquattrenne tenore trevigiano Matteo Roma, il Conte di Libenskof del tenore kazako Ruzil Gatin, Lord Sidney del basso bergamasco Andrea Patucelli, Don Profondo e il Barone di Trombonok dei bassi buffi Vincenzo Nizzardo e Giuseppe Esposito, il Don Alvaro del basso ventiquattrenne Guido Dazzini, il Don Prudenzio del basso Massimiliano Mandozzi, venticinquenne teramano, il Don Luigino del tenore ventiseienne Nico Franchini, barese di Putignano, la Maddalena del mezzo soprano napoletano Francesca Di Sauro, 24 anni, la Modestina di un altro mezzosoprano coetaneo, la milanese Elena Caccamo, Zefirino e Gelsomino affidati al tenore Ermes Nizzardo e l’Antonio del basso Luca Vianello; Paola Leoci e Francesca Benitez si scambieranno nel personaggio di Delia.

I biglieti per la prima giovani di maredì 25 settembre costano 10 euro (consumazione esclusa). I biglietti per assistere alla prima di giovedì 27 settembre sono in vendita a 73 euro (platea e palchi), 32 euro (IV galleria parapetto), 28 euro (V galleria parapetto), 25 euro (IV galleria rango) e 21 euro (V galleria parapetto rango). Per la replica di sabato 29 biglietti a 53 euro (platea e palchi), 24 euro (IV galleria parapetto), 21 euro (V galleria parapetto), 19 euro (IV galleria rango) e 16 euro (V galleria parapetto rango). Per gli under 18 o possessori di carta giovani, biglietto unico a 15 euro. Le casse di piazza Verdi 1 sono aperte martedì e giovedì mattina dalle 10 alle 14; mercoledì e venerdì dalle 16 alle 20; sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Infoline e prenotazioni telefoniche da martedì a venerdì dalle 14.30 alle 16.30 chiamando lo 031270170; mail: biglietteria@teatrosocialecomo.it, web www.teatrosocialecomo.it. Entrambe le recite inizieranno alle 20.

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