Il Carnovale di Goldoni a Chiasso

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Non poteva mancare una data dedicata a Carlo Goldoni e alla sua opera, nella stagione del Cinema Teatro di Chiasso. Martedì 27 febbraio alle 20.30, va in scena Una delle ultime sere di Carnovale, l’ultima commedia scritta dal grande autore prima dell’addio definitivo a Venezia. Avrebbe, di lì a poco, lasciato la città lagunare, per trasferirsi a Parigi, per trascorrervi, con alterne fortune, il resto della sua vita. Il testo fu rappresentato, al Teatro San Luca, durante il Carnevale del 1762. Questa pièce, che ha in sé i toni dolceamari del congedo, viene riproposta con la regia di Beppe Navello, le musiche di Germano Mazzocchetti e le scene e i costumi di Luigi Perego. Le coreografie sono poi curate da Federica Pozzo.

Il pubblico di Chiasso assisterà dunque ad una messinscena filologica, con bellissimi costumi di foggia settecentesca. La scelta di questa pièce, all’interno della vastissima produzione teatrale goldoniana, non è casuale. Una delle ultime sere di Carnovale è infatti un testo a suggello del percorso artistico e umano del drammaturgo, ma anche il frutto di un progressivo pessimismo (sia pur nella naturale bonomia di Goldoni) nei confronti della società veneziana e delle sue generazioni: da una parte i vecchi retrivi e conservatori, dall’altra i giovani scialacquatori e inconcludenti. Impossibile non notare, pur nel rispetto del testo e anche della lingua originali, un riferimento più o meno esplicito alla crisi che il nostro tempo sta attraversando, con tanto di fuga di cervelli e di polemiche politiche annesse. Amareggiato dalle difficoltà nel trovare lavoro a Venezia, il disegnatore di stoffe Anzoletto ha deciso di portare in Moscovia la propria creatività e l’annuncio viene dato nella casa-laboratorio del tessitore Zamaria, suo futuro suocero. Per festeggiare una delle ultime sere di Carnevale, tutti si ritrovano insieme nella casa di Zamaria.

Gli artigiani giungono, pian piano, a piccoli gruppi, mostrandosi come varianti di un gruppo sociale reso unito dalla stima e dalla fiducia nel loro mestiere. La comunità dei tessitori e dei rivenditori di stoffe pregiate, alcune delle quali stanno appese alle pareti della sala, discutono, amoreggiano, giocano un’esilarante partita alla meneghella e, mentre mangiano di gusto, combinano matrimoni a lungo rimandati e pensano al loro futuro commerciale, consapevoli di far parte di una medesima famiglia, unita nel momento del bisogno. Quel campionario di umanità rivela, così, un confronto acceso tra la prontezza della solidarietà femminile e il senso di responsabilità maschile. Un affresco sociale realistico e nel contempo poetico, che diverte, commuove e fa pensare, a distanza di oltre due secoli.

I biglietti per assistere allo spettacolo, al Cinema Teatro di Chiasso, costano 40 e 30 euro. Info e prenotazioni: www.centroculturalechiasso.ch.

 

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