Gran ballo dell’800, ecco Celeste, la signora dei costumi

gran-ballo-dell800-ecco-celeste-la-signora-dei-costumi
0 1151

È arrivato il giorno tanto atteso da molti, quello del Gran Ballo dell’800 sul Lago di Como, organizzato dal Teatro Sociale di Como e dalla Compagnia nazionale di danza storica. A partire dalle 19 i partecipanti vivranno l’atmosfera e la magia che un ballo ottocentesco può creare, godendo anche del momento conviviale con il buffet imperiale allestito in Sala Pasta e in Sala Canonica. Tra valzer, quadriglie e mazurche, la serata si aprirà con le esibizioni degli straordinari ballerini della Compagnia diretta da Nino Graziano Luca, su un repertorio musicale che spazierà dagli italiani Rossini, Verdi, Bellini e Puccini ai maestri d’oltre confine come Strauss, Ziehrer e Ciajkovsky. Gli astanti saranno fin da subito coinvolti nelle danze e non solo, divenendo veri protagonisti dell’intera serata e potranno, naturalmente, abbigliarsi a tema. Una consulente d’eccezione, in merito, può senz’altro essere Celeste Costanza, titolare dell’atelier Celeste – Costumi storici e teatrali di Maslianico.

Celeste Costanza e Omar Franzi, castellani del Cernobbio al Palio del Baradello

Celeste, tu nasci, professionalmente parlando, come stilista e hai un passato da insegnante e da costumista al Teatro Sociale di Como. Quando e come è nata l’idea di aprire una sartoria teatrale?

Era già da qualche anno che maturavo l’idea e l’intenzione di dedicarmi a un’attività tutta mia, dove esprimere la mia creatività, il mio estro e tutta me stessa, dove poter mettere a frutto le mie capacità e potenzialità, così da potermi sentire, oltre che orgogliosa, realizzata e anche soddisfatta del mio lavoro. Ed è per questo motivo che a un certo punto della mia vita ho deciso di compiere questo passo e intraprendere il viaggio di quello che io chiamo “il mio ritorno alle origini”.

L’incontro con la famiglia Angaroni Ciapessoni – titolare di un’attività storica – è stato senz’altro fondamentale: come avete unito le vostre esperienze e in cosa si è tramutato il vostro rapporto?

Sicuramente tale incontro è stato fondamentale perché, nonostante le mie aspirazioni e il sogno di tramutare le mie passioni in un vero e proprio lavoro, non avrei mai potuto realizzare in così poco tempo una così vasta gamma di abiti storici. È così che ho pensato che il frutto di anni di lavoro, di sacrifici e di una così lunga esperienza, non potevano assolutamente andare dispersi. Sono stata convinta fin dall’inizio che la fusione della loro passione e del loro duro lavoro con il mio amore per l’arte, per il teatro e per ciò che la storia ci ha lasciato, in sinergia con la mia intraprendenza e la mia tenacia, avrebbero creato una simbiosi perfetta. Il tutto è sfociato in uno stupendo rapporto di affetto e stima reciproca: è come se ci conoscessimo da anni. Loro sono come una seconda famiglia per me, sono persone che amo e stimo e alle quali sono grata perché è anche grazie a loro se oggi sono qui a parlare di tutto questo.

Tu collaborerai con il Teatro Sociale per il Gran Ballo del 19 maggio. Quali sono le suggestioni che quel periodo evoca, anche in termini di abiti e costumi?

Pensando al periodo storico non si può non pensare al Romanticismo e cosa c’è di più romantico dell’indossare un tipico abito ottocentesco, fatto di crinoline, tessuti leggeri, drappeggi, nastri? Come descrivere l’emozione di indossare un abito? I pensieri mi rimandano a un atmosfera vellutata quasi surreale, sublime. Sono palpabili la magia e il tempo che scorre lento, la musica e i valzer si odono lontani: tutto è come avvolto in un delicato drappo velato e così l’animo di ognuno di noi si abbandona e si lascia cullare dal compiacimento di dolci emozioni e dalla forza prorompente della passione.

La serata è aperta a tutti e chiunque voglia noleggiare un costume può rivolgersi al tuo atelier: quali suggerimenti daresti a ipotetici clienti? Come vestiresti una giovane donna, una signora più matura, un ragazzo e un “gentiluomo” di mezza età?

Ciò che dico sempre ai miei clienti è che, una volta che li ho davanti, semplicemente li osservo e in base alle emozioni che mi trasmettono immagino quale sarebbe il loro abito perfetto; non mi sento di limitare una tipologia di abito a una particolare fascia di età. Verrebbe da dire che un abito bianco, o comunque di colori chiari, sarebbe più adatto a una giovane fanciulla ma questo non sempre è vero, sarebbe troppo restrittivo. Conta lo spirito della persona, il modo, l’atteggiamento con cui veste, porta, indossa un abito; conta la capacità di “calarsi nel personaggio” – così come si dice in gergo teatrale. Per cui non stupitevi se una splendida donna di cinquant’anni indossa un abito a balze di pizzo bianco: potrebbe davvero sorprendervi l’effetto che fa!

Nel tuo atelier si possono trovare costumi di ogni tipo e di ogni epoca: hai una predilezione per qualche periodo storico o per qualche corrente stilistica?

Fin da piccola adoravo il periodo della Rivoluzione Francese. Sono cresciuta con i cartoni animati di Lady Oscar e Maria Antonietta: è perciò normale che il Settecento sia un periodo che mi affascina e mi intriga particolarmente. C’è comunque da dire che faccio parte di una piccola compagnia teatrale amatoriale, la quale solitamente si cimenta in rappresentazioni risorgimentali ottocentesche, e che partecipo, con il gruppo storico di Cernobbio, alla rievocazione del Palio del Baradello: come non restare incantati dal fascino romantico degli abiti dell’Ottocento, così come dai costumi medievali, dal sapore antico e misterioso? Posso quindi dire che amo un po’ tutti i periodi storici: dagli antichi Egizi alle possenti corazze dei Centurioni, ai leggiadri vestiti delle donne greco-romane, passando per il Rinascimento fino agli inizi del Novecento.

A chi volesse venire a visitare la tua esposizione quali indicazioni possiamo dare? Chi può venire a trovarti?

L’atelier è aperto a tutti, nessuno escluso: a singoli privati così come a gruppi di rievocazioni storiche e compagnie teatrali e – perché no – a produzioni televisive e pubblicitarie; in ogni caso a tutti coloro che hanno il desiderio di vivere un’esperienza nuova e diversa, di compiere un viaggio nel tempo, interpretando un ruolo, come il personaggio che quel vestito rappresenta: il Don Rodrigo o il Griso dei Promessi sposi, il malato immaginario di Molière, il Cappellaio Matto o la Regina di Cuori di Alice nel Paese delle meraviglie e ancora la castellana, il vescovo, il soldato o il popolano di un antico borgo, la bella principessa che a un ballo incontra il suo bel principe. Questo deve essere lo spirito con cui ci si approccia a questo mondo, dandosi la possibilità di interpretare ogni volta un ruolo sempre nuovo, affascinante e diverso.

Per coloro che sono curiosi di vivere di persona la grandezza che la serata promette è ancora possibile acquistare i biglietti online o presso la biglietteria del Teatro Sociale. La serata ha finalità di raccolta fondi: l’ingresso, comprensivo del buffet, ha un costo di 100 euro e il ricavato verrà destinato ai lavori di ristrutturazione in atto al teatro. Il giorno successivo, inoltre – domenica 20 maggio – saranno previsti uno shooting fotografico ed un’Estemporanea d’arte nei luoghi simbolo della città con i “partecipanti in costume dell’800” che si presteranno a fare da modelle e modelli per i pittori e i fotografi coinvolti; l’esperienza si concluderà a pranzo con un Dejuner sur l’herbe (in caso di maltempo si terrà a Villa Erba di Cernobbio).

Lascia un commento