E liberaci dal mare: il dramma della migrazione al Volta

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Il mare in questione è quello visto dai migranti costretti a solcarlo per raggiungere una chimera, un mare-ossimoro che è insieme salvezza e perdizione. A pronunciare la preghiera saranno invece i ragazzi del liceo classico e scientifico Alessandro Volta, che, dopo aver riflettuto per due anni consecutivi sulla tematica dell’alienazione mentale per riversare poi i loro sforzi nello spettacolo L’Inferno dei viventi, si sono avvicinati ora alla questione principe dell’attualità: l’immigrazione.

Giuseppe Di Bello

Lunedì 4 giugno alle 19 metteranno in scena il frutto del loro lavoro, E liberaci dal mare, nel cortile del liceo, sotto la supervisione del regista Giuseppe Di Bello e della professoressa Ornella Marelli, sempre in prima linea nel tirare le redini del laboratorio teatrale studentesco. Verrà proposto un approccio postmoderno al tema, un mosaico composito di porzioni originali di copione frammiste a citazioni ad ampio raggio, fra cui figurano Se questo è un uomo di Primo Levi e il Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che nel 2016 portò il vessillo dell’Italia agli Oscar grazie a una nomination come miglior documentario, in virtù della lucida crudezza con cui analizzava l’emergenza migranti nel Belpaese e i suoi effetti sulla popolazione.

Come sempre un’opera corale, tanto nell’ideazione quanto nell’esecuzione, in cui fondamentale è l’elemento empatico: ciascuno di questi giovanissimi prenderà in prestito la voce di chi alla traversata non è sopravvissuto, o di chi una volta arrivato ha dovuto fare i conti con una realtà ostile e ben lontana dalle sue illusioni. L’esibizione si arricchirà del contributo di Maria Nassuna, ragazza che in passato ha vissuto sulla sua pelle molte delle situazioni raccontate. Partecipazione libera e consigliata, quanto meno per valorizzare l’impegno di chi da ottobre a questa parte tenta di mettersi in panni così diversi dai suoi per sensibilizzarsi e sensibilizzare.

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