Chi ama brucia al San Teodoro

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Entra nella viva complessità del nostro mondo quotidiano lo spettacolo teatrale Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera, che va in scena sabato 27 gennaio alle 21, al Teatro San Teodoro di Cantù. In linea con il resto della programmazione, i responsabili della sala hanno scelto un allestimento che ha già ottenuto molti premi e che proietta il pubblico in una riflessione su temi davvero “caldi” come la migrazione e l’accoglienza.

Alice Conti, ideatrice e regista dello spettacolo, di cui è anche interprete, spiega: «Questo lavoro nasce dalle interviste che ho realizzato per la mia tesi di laurea in Antropologia. L’obiettivo era un’indagine sulla realtà dei Cie (centri di identificazione ed espulsione). In particolare, le storie che ho raccolto sono relative al Cie di Torino, ma possono essere estese ad una situazione più ampia, a livello nazionale».

Sul palco, nella drammaturgia che Conti ha scritto con Chiara Zingariello, risuonano le voci di tante persone che hanno raccontato la vita e le loro esperienze nel centro torinese. «Si tratta – afferma Conti – di personale del centro e di reclusi (che, secondo il regolamento, bisognerebbe definire “ospiti”). All’epoca in cui realizzai queste interviste, era impossibile, per soggetti estranei al centro, entrarvi. In base al Decreto Maroni, i regolamenti erano molto restrittivi. Quindi tutte le testimonianze sono state raccolte fuori dal Cie».

Attraverso le parole e la fisicità dell’interprete, dunque, ascolteremo le voci dei protagonisti, coloro che vivono la difficile realtà di questi non – luoghi che crescono parallelamente alle nostre vite. «I Cie sono vere e proprie “città ombra” – spiega ancora l’autrice e attrice – spazi celati agli occhi dei più, in cui si vive una condizione di attesa, fino a diciotto mesi – alienante e molto dura. Noi abbiamo raccontato con la volontà di “addolcire” un racconto spesso difficile da accettare. Un tema della nostra indagine è stato anche quello del linguaggio istituzionale dei Cie che spesso spiazza e lascia in chi ascolta un senso di amara ironia. Abbiamo voluto raccontare non solo il grande e complesso fenomeno della migrazione ma soprattutto il punto di vista di chi “accoglie”».

Dunque vedremo un esempio di teatro che vuole partire da temi civili, perché questa forma di arte e di comunicazione parli davvero agli uomini di oggi, aprendo squarci sul mondo. «Il tema è delicato ma dal pubblico abbiamo sempre ottenuto sempre sorprese positive. Credo che sia opportuno proporre sempre nuove occasioni di incontro e confronto, perché i teatri tornino ad essere assemblee vive».

Biglietti da 15 a 7,50 euro. Info: www.teatrosanteodoro.it. Al termine, è previsto un momento conviviale con alcuni dei richiedenti asilo ospitati a Como, organizzato in collaborazione con l’associazione Como Accoglie.

 

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