Aldilà di tutto, anteprima nazionale a Cantù

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Un’anteprima nazionale va in scena, giovedì 17 gennaio alle 20.30 al Teatro San Teodoro di Cantù. In programma c’è lo spettacolo Aldilà di tutto, scritto e interpretato da Chiara Stoppa e Valentina Picello, con la supervisione di Arturo Cirillo. Lo spettacolo è una produzione Atir Teatro Ringhiera, in collaborazione con Teatro LaCucina – con il sostegno di Next 2018. La drammaturgia è a cura di Carlo Guasconi, mentre scene e costumi sono di Eleonora Rossi e le luci di Alessandro Verazzi. Parliamo di questo lavoro, che proprio in queste settimane sta muovendo i suoi primi passi, con Chiara Stoppa. Il pubblico della sala comunale canturina ricorderà questa attrice per il suo intenso monologo Il ritratto della salute, una riflessione sulla malattia più temuta, il cancro, ma anche sulle scelte dell’esistenza.

Chiara Stoppa

Chiara, dopo il successo ottenuto, qualche anno fa, con il suo precedente lavoro, eccola di nuovo al San Teodoro con un nuovo spettacolo. Un rapporto felice con il nostro teatro?
Ho un ricordo bellissimo della mia precedente esperienza qui a Cantù. Avevamo rappresentato Il ritratto della salute per il pubblico serale e anche per una matinée dedicata agli studenti. Due momenti molto belli. In particolare, nella replica per le scuole, ricordo ancora la grande emozione percepita in sala e le tante domande dai ragazzi, che erano rimasti colpiti dalla mia storia. Sono contenta di tornare in un contesto artistico dove si propone una stagione mai scontata e composta con intelligenza e cura.

Aldilà di tutto sembra voler approfondire la riflessione già iniziata con il suo precedente. È così?
In realtà, nonostante si posa pensare ad una continuità, ci sono numerose differenze sostanziali. Il ritratto della salute è un monologo nato da una mia esperienza personale e scritto, con Mattia Fabris, quasi per superare la malattia, senza aspettarmi davvero quello che sarebbe venuto dopo, il libro, l’attenzione del pubblico e della tv. Qui invece si passa dalla vicenda “particolare” ad un tema universale. Abbiamo ritenuto giusto far sì che lo spettatore possa accostarsi ad una vicenda che, pur partendo da vicende vissute, si elevasse al di sopra della pura autobiografia, per acquistare valenze più ampie.
Quali sono i temi su cui è incentrato lo spettacolo?
I temi sono la morte e insieme l’accompagnamento a essa. Nel racconto, si intrecciano due momenti, due estati: c’è il viaggio che io e Valentina, nell’estate 2014, realizzammo, recandoci in Croazia. E in più c’è un’altra estate, quella dell’anno precedente che io vissi, negli stessi luoghi, per accompagnare Giovanna, una mia amica, nella sua ultima vacanza prima di una morte prematura, a 34 anni, a causa del tumore. Queste due estati, con le loro esperienze forti, le riflessioni, le discussioni, si mescolano e danno vita alla scrittura teatrale che porteremo in scena, una scrittura che parla di vita e di morte.

Valentina Picello e Chiara Stoppa

Come si riesce a scrivere e a recitare uno spettacolo che racconta vicende così complesse e dolorose, vicende che, per di più, toccano così da vicino? Può essere, la scrittura, una terapia alla sofferenza?
La scrittura è faticosa, un vero parto, ma è naturale e giusto che sia così. Certamente aiuta a interpretare le situazioni vissute e a sublimarle. Va detto però che lo spettacolo vuole essere anche divertente e che può sorprendere il pubblico con continui cambi di registro. Lo spettatore può ridere mentre assiste alle discussioni e anche alle liti tra due donne sedute davanti al mare, e poco dopo commuoversi o sentirsi “gelare” per una frase drammatica che non ti aspetti. Abbiamo fortemente voluto che lo spettacolo vivesse di “picchi” emotivi, perché in fondo, anche la vita funziona così. Non vedo l’ora di misurarmi con il pubblico del San Teodoro, in questa fase così importante e delicata nel percorso di questo giovane lavoro per le scene.
Biglietti da 16 a 8 euro. Info: www.teatrosanteodoro.it.

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