A Saronno l’Esodo di Simone Cristicchi

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Simone Cristicchi torna a narrare la tragica vicenda consumatasi alla fine della Seconda guerra mondiale nei territori istriani. Dopo Magazzino 18, spettacolo visto, qualche stagione fa, anche al Sociale di Como, ora presenta L’Esodo. Racconto per voce, parole e immagini che va in scena sabato 10 febbraio, alle 21 e domenica 11 alle 15.30, al Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Lo spettacolo è stato scritto da Cristicchi, con Jan Bernas. Inoltre, sempre sabato 10, alle 18.30, a corollario della messinscena, lo stesso autore e interprete sarà nel Foyer del Pasta, per raccontare le Foibe, nella Giornata del ricordo, solennità civile istituita nel nostro Paese, nel 2004. (L’ingresso è gratuito ma l’accesso al foyer della sala saronnese è limitato a cento persone. Per prenotarsi bisogna scrivere a educazione@teatrogiudittapasta.it o chiamare lo 0296701990). Sarà un momento per approfondire la conoscenza di una vicenda storica in passato rimossa dalla memoria collettiva. L’incontro sarà introdotto dal direttore artistico del Teatro Giuditta Pasta, Francesco Pellicini.


Tornando allo spettacolo, Cristicchi porterà il pubblico indietro nel tempo, nei territori dell’Italia Nord Orientale che, tra il 1943 e il 1945 e poi tra il 1947 e il 1954, diventarono un drammatico crocevia della storia, per un ulteriore trauma che seguì la già disastrosa avventura bellica italiana. A causa dell’occupazione da parte dell’Esercito istriano popolare di liberazione della Jugoslavia, guidato dal Maresciallo Tito, centinaia di migliaia di cittadini italiani che abitavano in quelle aree furono costretti a lasciare la propria terra e a partire per l’esilio. Migliaia poi furono i morti, rastrellati dai soldati titini e gettati, spesso ancora vivi nelle foibe, per una terribile fine. Infine, Fiume, l’Istria e la Dalmazia vennero annesse alla Jugoslavia, prezzo carissimo pagato dall’Italia sconfitta in guerra. Come detto in precedenza, Cristicchi ha già proposto, in passato, lo spettacolo Magazzino 18 e da questo punto riprende il suo racconto, che ha già molto colpito il pubblico. Il magazzino di cui si parla è situato nel porto di Trieste. Non si tratta di un semplice spazio per accumulare oggetti, ma di un “luogo della memoria”, dove il tempo si è fermato. Nel Magazzino 18, infatti, sono accatastati oggetti quotidiani, ricordi e cimeli, mobili e bagagli appartenuti alle famiglie di origine italiana che, come sempre accade a chi subisce il triste destino dell’esilio, dovettero lasciare in fretta la propria terra natale senza potervi mai fare ritorno. È il luogo della amara nostalgia, del distacco e dell’addio alle proprie radici, doloroso per chiunque. Nell’allestimento di Cristicchi, si racconta tutto il male avvenuto allora ma non è assente un messaggio positivo, di speranza e solidarietà umana.

Simone Cristicchi con Ermal Meta e Fabrizio Moro a Sanremo 2018

Il genere della messinscena è sempre ibrido, tra la recitazione, la musica e il canto. Quest’ultimo non potrebbe mancare, vista la prima vocazione artistica di Cristicchi che ha vinto anche un’edizione del Festival di Sanremo, nel 2007, con la sua intensa canzone di grande successo Ti regalerò una rosa e che, poche ore fa, era nuovamente sul palco dell’Ariston, ospite di Ermal Meta e Fabrizio Moro. I biglietti per assistere allo spettacolo che si annuncia intenso, costano da 25 a 15 euro. Info, acquisti on line e prenotazioni: www.teatrogiudittapasta.it e 0296902127.

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