Zighi, storia di un talento tutto nostrano

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Lui si chiama Emanuele Monastero, classe 1993, ma a Como (e anche più in là) è conosciuto come Zighi. Speaker radiofonico, vocalist, scrittore e cantante, Zighi è una delle voci più note e amate di CiaoComo, la radio in cui ha mosso i primi passi con il programma Ok poco strano (oggi in onda su Radio Viva FM) e che da mesi spopola in rete con due brani trap – dance, uno dei quali edito dalla famosa etichetta Sony Music.

Zighi e Dj Koma

«La prima volta che ho preso in mano un microfono avevo 17 anni – ha raccontato – ed il mio sogno era fare il vocalist nei locali. La prima serata che ho fatto mi è piaciuta tantissimo e da lì mi sono sempre più appassionato alla cosa, anche grazie all’esperienza maturata lavorando all’estero. In seguito a questo, ho conosciuto Deejay Koma (Diego Barbato, producer e già speaker dell’emittente comasca), che mi ha invitato in radio per un’intervista, durante la quale io, incredibilmente, non ho aperto bocca. Ovviamente, dopo questa figuraccia, ho impiegato sei mesi a chiedere a Koma una seconda possibilità, e quando finalmente me l’ha data, non ho più smesso di parlare al microfono.»

Accanto all’attività di vocalist, Zighi si è dedicato a quella di autore di testi, accantonati fino a quando non ha deciso di produrre una canzone, con l’aiuto dell’amico dj. «Nonostante fosse un prodotto molto amatoriale – ha continuato – i ragazzi della pagina Facebook de Il comasco imbruttito hanno visto del potenziale, e mi hanno chiesto di scrivere un brano per loro, ed è nata In Italia Como, dedicata alla nostra città, che ha avuto un discreto successo. Da qui sono nate altre canzoni e mi sono approcciato al freestyle, che mi ha conquistato da subito, perché è estremamente istintivo e spontaneo. Questa è stata la mia più grande fortuna, perché gli Alien Cut (duo di dj e producer famoso nella scena clubbing internazionale) hanno visto uno dei miei video e mi hanno proposto di collaborare con loro. Da questo sodalizio artistico sono venute alla luce Luna Park, che su youtube ha superato il milione di visualizzazioni ed è stata ascoltata e apprezzata da Dj Matrix, uno dei personaggi più influenti del web. Con il suo aiuto abbiamo fatto uscire, lo scorso maggio, Mamma mia, secondo singolo di questo progetto, che sta andando davvero fortissimo su tutti i canali digitali ed è sotto edizione Sony.»

Zighi può essere considerato un vero e proprio pioniere della trap – dance, che unisce caratteristiche dell’uno e dell’altro genere fino a creare uno stile unico e originale, che di sicuro conquisterà una grande fetta di pubblico. «A breve inizierò a lavorare ad un album tutto mio – ha proseguito – in cui tornerò alle mie radici trap e hip hop, con suoni miei e testi un po’ più impegnati ed interessanti, che raccontino gli argomenti che mi stanno più a cuore, nel tentativo di trasmettere ai giovani della nuova scena messaggi diversi dal solito la sola cosa importante sono i soldi e la fama, perché considero i rapper dei poeti 2.0 e sono convinto che abbiano una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, la stessa che hanno avuto e hanno tuttora cantautori del calibro di Fabrizio De Andrè.»

Tra i gruppi e i solisti più apprezzati da Zighi, oltre al già citato artista ligure, si possono trovare i System Of A Down, gli AC/DC, Ludovico Einaudi, tutto il rap vecchio stile e underground come Danno e Mc BBO, l’elettronica e tanta musica nuova, specialmente quella fatta dai più giovani. «Sono molto curioso per natura e vado a cercare soprattutto le cose appena uscite, lasciandomi ispirare da quello che più mi piace. Ci sono due artisti oggi, in Italia, ai quali mi sento più vicino: sentimentalmente, a Clementino, perché ha caratterizzato la mia vita e penso sia uno dei pochissimi rapper puri rimasti, che per primo ha avuto il coraggio di sdoganare il dialetto in questo genere musicale e portarlo in giro ovunque. Dal punto di vista della carriera artistica, invece, mi piacerebbe essere un Coez, capace di conquistare un pubblico trasversale ed eterogeneo.»

Un ragazzo risoluto Zighi, ma anche molto concreto e con i piedi ben piantati per terra. «Per quello che voglio fare e diventare mi sono dato un tempo massimo – ha raccontato – voglio sicurezza da questo mestiere, la possibilità di costruirmi un futuro e una famiglia. Non voglio arrivare a trent’anni come uno scappato di casa che tenta in tutti i modi di sfondare nel mondo della musica, voglio impegnarmi ora al massimo e vedere dove tutto questo mi porta, e se non mi porterà a nulla, nella vita farò sicuramente altro.»

Il discorso vira poi sullo stato di salute del pubblico italiano, che appare interessato solo a quello che viene distribuito dal mainstream e a ciò che diventa, prima che musicale, un fenomeno mediatico. «Il problema è duplice – ha commentato – primo, la gente ascolta quello che va più di moda, bello o brutto che sia, secondo, in Italia i costi per ascoltare e fare musica sono altissimi, quindi, o fai trenta lavori per pagarti i concerti, le spese e quanto ti serve per suonare, oppure non ce la fai. In questo paese siamo distratti da troppe cose, apprezziamo di più i talenti fuori casa che quelli cresciuti qui, che sono tantissimi. Per quanto riguarda me, mi spiace constatare di ricevere più supporto e sostegno da chi non è di Como che dai miei concittadini e devo ammettere che questa cosa mi fa piuttosto soffrire. Nonostante questo, non ho mai pensato di andarmene, perché amo questo posto da impazzire.»

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