Xoán Curiel tra canzone e poesia all’Officina della musica

0 621

Si intensifica il legame tra Como e Santiago de Compostela. In attesa delle iniziative ufficiali con il coinvolgimento dei due Comuni, che da novembre hanno dato il La a un gemellaggio culturale, proseguono le contaminazioni artistiche. Dopo la conferenza sulla scrittura ai tempo dei social, tenuta mercoledì 7 dallo scrittore Manuel Portas all’Istituto Orsoline, giovedì 8 febbraio torna sul Lario per una serie di date Xoán Curiel, cantautore (che si gioca nelle sue performance anche doti di attore e di poeta) noto e caro al pubblico comasco, da quando lo scorso settembre si esibì alla cerimonia conclusiva del Premio Merini di Brunate, in una delle passeggiate voltiane, alla Piccola Accademia e alla Scuola di musica Nota su Nota. Con due dei musicisti comaschi che avevano condiviso con lui il palco nel tour precedente, il bassista Giuliano Ros e il batterista Andrea Varolo, Curiel ha dato vita al Policromia Trio, atteso alle 21 in concerto all’Officina della Musica di via Giulini 14 (ingresso 8 euro consumazione inclusa, più tessera associativa da 5). Curiel suonerà anche giovedì 15 alle 18 in Pinacoteca, durante la presentazione del libro di Dante Maffia Matera e una donna.

Curiel è nato a Fonsagrada, tra le montagne di Lugo nel 1975. Nel 1998 si è trasferìto a Santiago de Compostela, dove ha sviluppato la sua carriera di attore, cantante e musicista. Il primo disco risale al 2009: da allora la sua carriera non si è mai interrotta.

«È un piacere tornare a Como – ha raccontato Curiel –  La trovo incantevole. Questo piccolo tour è una vera sorpresa, per me, perché i brani che saranno proposti sono stati scelti, dal mio repertorio, direttamente dai musicisti che mi affiancheranno: questo conferirà alle mie canzoni colori ed espressioni in sintonia con la cultura artistica e la sensibilità di ognuno di loro, a conferma del fatto che le differenze, qualunque esse siano, sono ricchezze irrinunciabili, e come tali vanno rispettate. Anche per questo motivo, pur adorando la mia lingua d’origine, il galiziano, che trovo incredibilmente lirica e musicale, mi piace approcciarmi ad altri idiomi, come il francese, ad esempio, il portoghese e l’italiano, sperimentando nuove forme di linguaggio».

Lascia un commento