Steve Wynn & Chris Cacavas, back in Cantù

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Steve Wynn e Chris Cacavas in concerto martedì 6 novembre alle 21.30 All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 di Cantù: a pochi giorni dallo strepitoso live di Dan Stuart, il mito del paisley underground si rinnova sullo storico palco. Per il leader dei Dream Syndicate e il tastierista dei Green on Red si tratta di un ritorno, la prima volta fu cinque anni fa ed è un ulteriore fiore all’occhiello del club canturino poter inserire due musicisti così blasonati nell’elenco degli habitué. Nel frattempo sono successe tante cose, soprattutto, dopo tante voci, Wynn ha davvero rimesso in piedi la vecchia band, riportando in concerto quel rock chitarristico e viscerale, che discendeva in linea diretta dai Velvet Underground, passando per i Television, che cercò di emergere nell’America di Reagan e di Rocky. Impossibile? Qualche anno dopo altre formazioni dai nomi altrettanto esotici – Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains – sarebbero riuscite a conquistare le classifiche.

Steve Wynn

Dici anni Ottanta e rimbalzano tra le orecchie della mente i Duran Duran e gli Spandau Ballet, i Depeche Mode e gli Ultravox, anche Sabrina Salerno e Samantha Fox. Insomma, non pensi a chitarre, jam strumentali, psichedelia e puro rock. Eppure, somewhere in the Usa, mentre tutti erano distratti, un pugno di musicisti continuava una linea che era stata iniziata dai Velvet Underground negli anni Sessanta (altra musica aliena al contesto dell’epoca), proseguita da formazioni come i Television nel decennio successivo, ed ereditata proprio da Wynn che, dopo qualche falsa partenza, fonda il suo gruppo più importante scippando la sigla proprio ai Velvet. Anzi, tanto per chiarire la competenza e la profondità del progetto, scippando la sigla all’ensemble di musica minimalista di Tony Conrad ove militava John Cale prima di incontrare Lou Reed: roba da Trivial Pursuite della storia della musica. Ma erano tempi belli, quei primi eighties, erano “i giorni del vino e delle rose” e The day of wine and roses esplode come un fulmine a ciel sereno nei panorami sintetici di quegli anni. Esplode, ahimé, si fa per dire, con il senno di poi. In realtà i Dream Syndicate, le belle canzoni di Wynn, la chitarra abrasiva di Karl Precoda, il basso pulsante di Kendra Smith, il drumming martellante di Dennis Duck, non passarono totalmente inosservati, ma le classifiche rimanevano un sogno lontano.

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Dream Syndicate: Steve Wynn, Kendra Smith, Karl Precoda e Dennis Duck

Così anche Medicine show, dopo un primo cambio di line-up (fuori Kendra Smith, dentro Dave Provost) è in zona capolavoro, con brani come John Coltrane stereo blues che infiammano i concerti (This is not the Dream Syndicate album… live è la testimonianza perfetta). Parafrasando il poeta (il poeta è Freak Antoni) «Non c’è gusto neanche in America a essere intelligenti» e così anche Precoda abbandona (anzi, scompare letteralmente dalla scena musicale) sostituito da Paul B. Cutler mentre Mark Walton sostituisce Provost per Out of the grey. Quello e il successivo Ghost stories (in cui fa capolino proprio Cacavas) non sono ai livelli dei precedenti – anche se, riascoltati oggi, acquistano diversi punti – e Wynn decise di mollare il colpo per proseguire come solista.

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Steve Wynn live a Cantù

Meno aspettative, più libertà, una lunga fila di album croce e delizia dei suoi numerosissimi collezionisti. Sì, perché una cult band che si rispetti non può fare a meno del culto, è lapalissiano. Così i Dream Syndicate non avranno venduto un tubo, il nome di Wynn circolerà soltanto tra gli adepti, ma il numero cresce e si intensifica nei decenni successivi quando, all’alba del successo dei Nirvana, dei Pearl Jam, dei Soundgarden, qualcuno indicò nel paisley underground i prodromi del grunge, non sbagliando troppo. Così, una trentina d’anni dopo il primo EP, Steve ha richiamato Duck e Walton (Precoda e Smith continuano la loro carriera di illustri desaparecidos rock) assieme a Jason Victor, bassista dei Miracle 3 di Wynn per una serie di concerti che si sono concretizzati in un quinto album – a – atteso per 28 anni e un sesto pare essere alle porte.

Ingresso a 20 euro. Per informazioni e prenotazioni: 3457972809.

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