Wow Music Festival, tre giorni di gioia a Como

0 524

«Io rimango / fino a quando / non accendono le luci»: li abbiamo presi in parole, i Coma_Cose, io e tutti gli altri – tantissimi – che eravamo al Wow Music Festival. Imperdibile, immancabile, l’appuntamento con la musica ai giardini a lago è diventata una certezza e anche quest’anno gli organizzatori – Edoardo Bianchi, Leopoldo Bianchi, Lorenzo Corti, Paolo Ghirimoldi, Stefano Lattanzi, Giovanni Magatti, Michele Mandaglio, Matteo Montini, Alessio Picco e Franco Passalacqua: dieci ragazzi che, insieme a un gruppo di supporto ben nutrito, portano avanti con impegno e convinzione la loro “creatura” – hanno colto nel segno.

Grazie anche a un clima più che favorevole (faceva caldino ma Dio ce ne scampi a lamentarci, ché poi torna il freddo e ci lamentiamo ugualmente), venerdì e sabato sono state due serate che hanno visto riempirsi i giardini e tutta la zona del Tempio Voltiano di centinaia di persone che hanno cantano, ballato, mangiato, brindato, parlato, riso.

Tanti i sorrisi: quelli del pubblico, quelli degli artisti, decisamente soddisfatti della risposta, quelli di chi dopo la – tanta, credetemi – fatica vede il risultato ottenuto.

Giardino segreto all’Ostello Bello con Generic Animal

Siamo già a domenica, due giorni sono volati ma sono stati intensi: siamo entrati nell’atmosfera con il pre-serata all’Ostello Bello, con una formula – quella di wow festival off – che dopo l’esperimento dell’anno scorso si è confermata un’ottima scelta. Venerdì il live di Generic Animal ci ha portato nel giardino “segreto”: un sogno, gustarsi la musica tra piante, fiori e amache e poi scambiare due chiacchiere in cortile durante il dj set di Armadisco.

Cena agli stand dello street food – prova costume non ti temo e soprattutto te la do vinta a priori perché non si può resistere a certe bontà – e poi eccoci, sotto il palco, in tanti, ad applaudire Viito («Sei bella come Roma, stronza come Milano», nuovo  verso che rimane in testa, con buona pace degli amici milanesi) e, a seguire, i Selton.

Selton

Ecco, per quanto mi riguarda loro, su tutti, incarnano lo spirito di Wow:  già ospiti due anni fa, ci regalarono il concerto più emozionante e divertente, scendendo a suonare tra il pubblico adorante. Sono tornati nonostante l’operazione subita da Ramiro solo due giorni prima perché – testuali parole – «Quando abbiamo pensato che avremmo dovuto rinunciare a Wow abbiamo detto “vaffanculo, ci andiamo lo stesso!”». Capite, vero, perché io li amo?

Finale di serata con Galeffi, che io ho ascoltato… dalla cassa, perché chi legge BiBazz sa che Prezzemolina è il mio secondo nome e Multitasking il terzo: dunque godersi il festival dando una mano e approfittandone per sentire i commenti di chi, tra una birra e un cocktail, commenta ospiti e serata è decisamente buona cosa.

Giorno due, sabato, di nuovo lì: stavolta all’Ostello Bello  abbiamo scaldato i motori con il live di Verano – all’anagrafe Anna Viganò – che, nonostante tosse e mal di gola, ha regalato una serie di pezzi in acustico che fanno venire voglia di riascoltarla il prima possibile. Secondo dj set, stavolta con Esco Son Sistema, e poi di nuovo ai giardini, dopo l’irrinunciabile cenetta (ho già parlato della prova costume?).

Sul palco Diamine, band che personalmente non conoscevo – ma Wow è anche questo, la scoperta di nuovi artisti – che ha da subito acceso il pubblico, all’inizio non molto numeroso ma che man mano ha  riempito tutto lo spazio attorno.

Diamine

Bellissimo, come sempre, essere immersi tra la gente e la musica, cantando con Coma_Cose, che nel frattempo hanno guadagnato il palco e si sono guadagnati gli applausi di fan e non solo.

Grande esibizione anche la loro, con un pubblico ormai totalmente presente e partecipe che, durante il live di Ghemon, ha dato il meglio di sé. La serata è stata lunga ma la «presa bene» – nuovo termine coniato dai giovani – non è mai calata.

Ghemon

Di nuovo in cassa anche sabato, qualche giro nel backstage per le dirette mentre, inaspettate, durante l’ultimo dj set sono partite una serie di canzoni che mi hanno proiettato al Tartaruga (chi non conosce il locale è troppo giovane e dunque destinato a non capire) nel 1999. Una piccola “deviazione sul tema” di Wow che però ha fatto scatenare il pubblico che ha ballato e cantato anche sul finale.

Linoleum DJ Set

Finito, si è iniziato a smontare, a raccogliere i bicchieri abbandonati che «sanno come ci si sente ad essere come diamanti invisibili alla gente», a salutare, a ringraziare, ad abbracciarsi. Si è fatto tardi, anche ieri sera, pensando già all’edizione del prossimo anno. Anzi, no, perché Wow festival non è ancora finito. Stasera, all’Ostello Bello: dalle 17 in poi il dj set e alle 21 Karaoke presentato da Tutti giù parterre.

Io rimango fino a quando non accendono le luci, e voi?

(Foto di Andrea e Daniele Butti)

Lascia un commento