Wow Music Festival: parlano i protagonisti

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«Sono ossessionata dal suono delle parole». Anna Viganò, in arte Verano, spiega così il motivo del suo nome d’arte: «Una parola che pur significando estate ha un effetto cupo a livello uditivo, contrasto intrinseco che riflette bene anche il mio stile». Lei e il bassista Marco Di Brino si sono esibiti nella seconda giornata della quarta edizione del Wow Music Festival, fra risate e colpi di tosse. «Colpa dell’età e dell’umidità», commenta lei sorridendo.

Marco Di Brino e Verano (Anna Viganò)

Esibizione all’insegna delle prime volte: «Non ci eravamo mai esibiti a Como e non avevamo mai fatto un set acustico – ha commentato Di Brino – Quest’ultima novità in particolare mi ha permesso di sperimentare: senza batteria e chitarra il mio basso emerge, il che mi dà modo di dare sfogo alla creatività».

California dei Coma_Cose in relax all’Ostello Bello Lake Como Hostel

I brani sono accompagnati dagli sbuffi di fumo di California dei Coma_Cose, che si levano in aria dalla terrazza di una delle camere dell’Ostello Bello Lake Como Hostel, sede eletta per la rassegna collaterale Wow Off. «Tra l’altro Fausto [Lama, uno dei due membri dei Coma_Cose] mi ha chiamato e tra una cosa e l’altra mi sono scordata di rispondergli», esclama Anna.

Il pubblico di Wow Off

D’altronde il suo primo lavoro è stato quello di tour manager per Cosmo (ai tempi ancora Marco Bianchi) e fino a qualche anno fa militava nella band indie pop l’Officina della Camomilla, in altri termini: parliamo di una reginetta della scena indipendente italiana. Segue dj set di Esco som sistema, mentre poco più in là, in zona main stage, compare la blogger Camihawke, già di passaggio al festival l’anno scorso.

Diamine: quello di Wow è stato il loro terzo concerto

Arriva il momento dei Diamine, incognita di quest’anno: nessuna informazione reperibile online, foto non pervenute, solo qualche singolo rilasciato su Spotify per orientarsi all’ascolto prima della loro comparsa sul palco. I nostri Liberato 2.0 alla fine rompono egregiamente il ghiaccio, convincendo il pubblico con tracce elettroniche. «Il mio progetto precedente, Le Mura, era incentrato sulla musica rock, poi ho deciso di rivoluzionare il sound per cambiare pubblico», racconta il frontman Valerio. Responso ottimo per un gruppo che includendo quella a Wow conta solo tre esibizioni live alle spalle: «Siamo in rodaggio, sono ancora nervoso quando salgo sul palco – confessa – Al nostro ultimo concerto ho esagerato con le birre e più che cantare ho strillato, il giorno dopo in hotel erano tutti così mogi…», continua ridendo.

Coma_Cose: Fausto Lama

È il momento di lasciare spazio all’anima lattina dei Coma_Cose, duo rap affiatatissimo nella vita e sul palco, che negli ultimi mesi ha monopolizzato le radio col singolo Post concerto. «La location è incredibile e ho sentito un’energia splendida – commenta la frontwoman California pochi minuti dopo aver fatto intonare a migliaia di persone «Io rimango fino a quando non accendono le luci».

Coma_Cose: California

Dopo essere stati temporalati da California e Fausto si continua a cavalcare l’onda rap con Ghemon e il suo vasto entourage, fra cui figura anche un chitarrista di soli diciotto anni entrato nel gruppo grazie a un video su Instagram: «Mi sono registrato mentre suonavo e John Mayer ha ricondiviso il video – racconta Filippo – A quel punto Ghemon l’ha visto e mi ha contattato e a febbraio sono entrato nel gruppo».

Ghemon Vs. La Folla

Mani a tempo e grande entusiasmo per l’artista, già ospite a Wow nel 2015, che, per l’occasione, ha anche concesso un bis del suo singolo Un temporale. Chiusura con dj set di Linoleum fra 50 Special, Spirale ovale e incursioni sul palco. Se già aggirandosi fra il pubblico l’elettricità nell’aria è tangibile, dall’alto del main stage commuove la vista di una distesa sterminata di volti sorridenti, che travolge chi guarda e pare dire in unisono agli organizzatori: «Grazie!».

E i ragazzi fanno Wow

(Foto di Andrea e Daniele Butti)

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