Wow Music Festival, analisi di un trionfo: parlano gli organizzatori

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Imperdibile, immancabile, l’appuntamento con Wow Music Festival e la musica ai Giardini a lago si conferma un successo: anche nell’edizione appena conclusa gli organizzatori – Edoardo Bianchi, Leopoldo Bianchi, Lorenzo Corti, Paolo Ghirimoldi, Stefano Lattanzi, Giovanni Magatti, Michele Mandaglio, Matteo Montini, Alessio Picco e Franco Passalacqua – hanno colto nel segno.

Ghemon domina la folla

Confermando l’impegno e la convinzione che da quattro anni portano avanti, hanno mantenuto la gratuità dell’evento senza lesinare sull’apparato di sicurezza che garantisce da sempre l’ottima riuscita del Festival: la collaborazione con la Prefettura e le Forze dell’Ordine può senza dubbio essere esempio virtuoso per le altre iniziative locali, anche in considerazione del carattere dispersivo della zona dei giardini, dove comunque non si è registrato alcun episodio di criticità e, anzi, il pubblico di ogni età ha potuto godersi in piena serenità gli spettacoli.

Street food ai giardini a lago

Venerdì e sabato scorsi i Giardini a lago hanno visto passare circa 15mila persone che hanno cantato, ballato, mangiato, chiacchierato, pubblicato foto e post sui social: complice la location suggestiva, più di cinquemila foto sono state condivise  tramite geolocalizzazione e hashtag ufficiali, come  precisato da Lattanzi, responsabile della comunicazione e social media manager di Wow.

Relax… nell’area relax

Numerosissime le persone arrivate da fuori provincia e fuori regione, come dimostrano le tantissime richieste – passate attraverso le pagine social del Festival – di passaggi per il rientro. Tanti i sorrisi del pubblico, delle famiglie passate nell’area street food o nell’area relax,  degli artisti (trenta in tutto, oltre ai tecnici), dello staff (oltre centocinquanta persone coinvolte) che ha visto il risultato ottenuto con tanto lavoro.

Viito on stage

Tanti gli applausi per Viito, Selton (già ospiti nel 2016,  hanno voluto fortemente esserci nonostante l’operazione subita da uno di loro) e Galeffi, che hanno calcato il palco venerdì, e per Diamine, Coma_Cose e Ghemon: con questi ultimi due, sabato sera, si è raggiunto l’apice del successo con un pubblico partecipe ed entusiasta fino alla fine, con il dj set di Linoleum.

Selton davanti alla folla

«Siamo molto felici per la line up costruita quest’anno – racconta il direttore artistico, Leopoldo Bianchi – e non è stato facile: negli ultimi anni il mercato della musica italiana live ha visto un’impennata importante nei costi (cachet delle band in primis) e non era scontato confermarsi, con il budget disponibile, tra i boutique festival italiani di profilo».

Calcutta a Wow 2016

Wow si è dimostrato un’importante vetrina: «Per vocazione, Wow cattura le avanguardie della musica italiana sperimentale proponendo artisti pronti a spiccare il volo. È accaduto con Calcutta, Motta, Cosmo e, ne siamo convinti, accadrà con i Coma_Cose. Una lavoro di scouting complesso ma gratificante. La risposta del pubblico ci lusinga molto così come i complimenti che riceviamo da artisti e agenzie sull’organizzazione , sul profilo del pubblico (numeroso, educato e molto attento), sull’accoglienza e l’unicità della location, che lascia a bocca aperta. Wow è una certezza per Como, un patrimonio che la città tutta deve coltivare. Noi ci siamo».

Generic Animal all’Ostello Bello Lake Como Hostel

Ottima risposta di pubblico anche all’Ostello Bello Lake Como Hostel per il pre-serata con Wow Festival Off: dopo la serata del 23 giugno con Radio Popolare, venerdì il live – promosso da Spotify – di Generic Animal, sabato quello in acustico di Verano, i dj set di Armadisco ed Esco Son Sistema e  il closing party di domenica.

Verano all’Ostello Bello Lake Como Hostel

«La nostra filosofia è da sempre quella di entrare in sinergia con la città e con le realtà che vi operano – spiega Michele Azzoni, responsabile della comunicazione di Ostello Bello – Con Wow si è creata un’ottima collaborazione che quest’anno si è riconfermata». Non è mancata la parte dedicata all’arte, con la duplice installazione (V~ luci e suoni elettrici  e Unseen Volta) allestita nel Tempio Voltiano da Ied Milano e Ied Como – Accademia di Belle Arti Aldo Galli: l’intento era quello di evocare, tramite l’uso di luce e suono, il fenomeno della corrente elettrica, e mostrare – grazie alla realtà aumentata – alcuni oggetti e modelli creati da Alessandro Volta e andati perduti. Al Tempio Voltiano si sono registrati oltre cinquecento ingressi in tre giorni, che in un anno potrebbero aumentare esponenzialmente.

Coma_Cose, the next big thing? Secondo gli organizzatori di Wow sì

«Wow raccoglie  la voglia di musica e di spazi per l’intrattenimento musicale e culturale: Como ne ha bisogno e noi proviamo a rispondere a questa esigenza – aggiunge Mandaglio – Il Festival è stato capace di attrarre sponsor, magazine e partner oltre il circuito comasco. Grazie al lavoro svolto insieme ad Accademia Galli – Ied Como, inoltre, anche Ied Italia ha creduto nel progetto».

Linoleum DJ Set

L’edizione 2018 ha visto anche la collaborazione con Babitonga – La Feltrinelli Pasubio, dove il 24 maggio si è tenuta la preview  e che dà senza dubbio al Festival un respiro ancora più ampio. Il direttore, Giovanni Magatti, è uno dei fondatori e colonne portanti di Wow Music Festival: «Siamo molto contenti della riuscita di questa edizione, che ha visto la conferma della collaborazione con il Comune di Como: per i prossimi anni speriamo di poter entrare in maggiore sinergia con l’apparato tecnico relativamente all’organizzazione, rispetto alla quale ci mettiamo anche a disposizione per “duplicare” il modello di Wow per altri eventi in città. Date le competenze acquisite sul campo e che hanno portato alcuni di noi a lavorare per festival internazionali, sarebbe ipotizzabile uno sportello che sia di aiuto anche agli organizzatori di altri eventi. Sarebbe anche importante poter contare su di una progettazione sul lungo periodo, come avvenuto per le prime tre edizioni, e ci piacerebbe anche sognare di tornare alla formula che prevedeva tre fine settimana di Festival, come per la prima edizione. Lavorare su un periodo più lungo aprirebbe numerose possibilità per la città. Per questo sicuramente sarebbe interessante verificare la disponibilità e l’interesse – che tanti sponsor nazionali hanno già dimostrato – degli sponsor locali».

Una comunità giovane attorno al tempio

Il sipario è appena calato sull’edizione 2018, insomma,  ma il lavoro per Wow 2019 è già iniziato.

Appuntamento al 2019

(Foto di Andrea e Daniele Butti)

 

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