Vino Raro alla Salumeria: il tributo a Rino torna a Milano

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Paolo Ghirimoldi voce dei Vino Raro

«Fiorivi / sfiorivano le viole / e il sole batteva su di me / e tu prendevi la mia mano / mentre io aspettavo»: sono versi di una delle canzoni più belle di Rino Gaetano, a modesto parere di chi qui scrive. Il genio di origine calabrese ha troppo presto lasciato la scena musicale, sulla quale in poco tempo aveva portato il suo estro, la sua intelligenza e la sua maestria. I suoi brani, da quelli più romantici e struggenti a quelli di denuncia socio-politica, hanno lasciato il segno e hanno dimostrato di essere (purtroppo o per fortuna) sempre attuali. «Chi mangia patate, chi beve un bicchiere/ chi fuma un toscano, chi vive cent’anni / chi ha seguito una strada, chi ha fatto carriera chi perde la calma, chi non sembra più lui / chi lamenta un dolore, chi chiede un lavoro»: non è difficile ritrovare qualcosa delle notizie e della nostra vita di tutti i giorni in questa strofa (tra quelle meno note, per la verità) di Ma il cielo è sempre più blu. Ad oltre trent’anni dalla sua scomparsa, rispetto alla quale quasi profetiche risultarono le parole de La ballata di Renzo («Quando Renzo morì io ero al bar»), le sue canzoni non hanno smesso di emozionare. Lo dimostra l’affetto con cui tante persone seguono i concerti dei gruppi che, in tutta l’Italia, eseguono tributi a lui dedicati. Uno di questi gruppi sono i “nostri” Vino Raro, che da anni si esibiscono portando sul palco tanti pezzi, in una miscela esplosiva da ascoltare e ballare. L’entusiasmo del pubblico che li segue, cantando e scatenandosi durante le loro esibizioni, è contagioso e mostra quanto questi musicisti siano apprezzati. In vista del loro concerto di stasera abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro. Il gruppo è ormai noto al pubblico comasco, che da anni li sostiene e partecipa numeroso alle serate. Venerdì 2 marzo sono in trasferta a Milano alla Salumeria della musica di via Pasinetti 4. Ingresso a 10 euro.

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