Tutta la passione di Jesse Malin a Cantù

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Un attesissimo ritorno sul palco del club canturino All’Unaetrentacinquecirca che ospiterà Jesse Malin, rocker newyorchese di razza, amatissimo dagli springsteeniani per le performance viscerali, torrenziali, sudatissime lunedì 26 novembre alle 21. E, in effetti, anche il Boss in persona lo ha riconosciuto come un possibile erede, tanto da prestarsi per un duetto, Broken radio, per la gioia dei fan di entrambi. A voler ben ascoltare, Malin si inserisce maggiormente in un filone tipicamente figlio della Big Apple, quello inaugurato, nella seconda metà degli anni Settanta, da un ritrovato Lou Reed, da Patti Smith, dal dimenticato Jim Carroll, dal vero padre putativo Willie Nile: rock, stemperato negli angoli acuti della new wave, tenendo presente la lezione punk.

Non a caso le prime band di Malin non la mandavano a dire quanto a furia e rumore. E poi gli anni erano quelli: classe 1968, il giovane Jesse fronteggiava la sua prima band a soli dodici anni, quindi nel 1980, l’anno di The river, di Catholic boy di Carroll e dell’eponimo esordio di Nile. Ma in quel momento Malin e gli altri musicisti ragazzini degli Heart Attack, «la più giovane punk band di New York» guardavano all’hardcore mentre i D Generation amavano anche il glam degli anni Settanta.

La reunion con i D Generation

Insomma, è stato solo con l’inizio di una carriera solistica inaugurata da The fine art of self destruct che lo spirito da autore rock di quello che, all’epoca, era già uno dei nomi più caldi dei locali americani, è emerso. Suo mentore in questa operazione l’amico ed estimatore Ryan Adams, che ha radici comuni (i due hanno pure messo insieme una punk band fuori tempo massimo, The Finger) e che ha prodotto quel disco. Sono seguiti il mini The wendy e gli ottimi The heat, Glitter in the gutter (il duetto con Springsteen è lì), On your sleeve, il live Mercury retrograde e Love it to life. In mezzo a quelli Hail Mary gunners, una raccolta che tradisce i suoi amori: Neil Young, Pogues, Paul Simon, Tom Petty e Willie Nile, citato più volte anche perché le strade dei due si sono incrociate spesso grazie al Light of day, il grande carrozzone musicale itinerante per il globo per lottare contro la malattia di Parkinson raccogliendo fondi e regalando emozioni, ancora una volta nel segno di Springsteen.

I suoi ultimi lavori sono New York before the war e Outsiders, ma il prossimo è già all’orizzonte: uscirà l’anno prossimo e sarà prodotto nientemeno che da Lucinda Williams. Una sterzata decisa verso il country e il folk? Chissà? Intanto a Cantù sarà in acustico assieme al chitarrista e tastierista Derek Cruz. In apertura Diane & The Gentlemen (biglietti a 20 euro, prenotazioni e informazioni al 3457972809).

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