Trombe e fulmini! Ottavo Richter a Tremezzo

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Sono una forza della natura, un terremoto vero e proprio, come il loro nome suggerisce. Attivi da più di dieci anni e capaci di unire, con maestria, una sezione fiati suggestiva ad una ritmica travolgente, gli Ottavo Richter, che saranno di scena sabato 5 gennaio alle 22 all’Acqua Cheta del parco Olivelli in via Statale Regina 3/D a Tremezzo, hanno all’attivo quattro dischi e tantissimi concerti, in grado di stupire e coinvolgere ogni volta un pubblico numeroso ed eterogeneo. Guidato dai due fondatori, Luciano Macchia (trombone) e Raffaele Köhler (tromba), l’ensemble musicale completato da Domenico Mamone (sax baritono), Alessandro Sicardi (chitarra), Marco Xeres (basso elettrico) e Paolo Xeres (batteria), proporrà un live dai suoni incredibili e dalla potenza straordinaria, che metterà in risalto il talento dei musicisti coinvolti dal progetto.

Ottavo Richter

Non parrebbe musica commerciale la loro, almeno secondo i termini attuali: eppure, fortunatamente, sono riusciti a farsi accogliere in televisione arrivando a esibirsi a Tg3 Linea Notte e Parla con me mentre in radio non potevano sfuggire alle capaci antenne di Massimo Cirri, Paolo Maggioni e Antonio Di Bella di Caterpillar (Radio2) e a quelle di Radio Popolare. Nonostante tutti questi successi gli Ottavo Richter non si sono certo montati la testa, anzi: affermano di essere comunque disponibili «per matrimoni, feste di piazza, cresime, comunioni, divorzi, nonché funerali (previo avviso anticipato di almeno mesi sei)». Köhler, inoltre, affianca all’attività con questo gruppo anche quella di musicista per altri: su tutte spiccano le infuocate esibizioni dei 7grani dove la sua tromba ha modo di risaltare appieno anche in un contesto rock.

È una formazione attiva da più di dieci anni che unisce, parole loro, «una sezione fiati sinfonica e una ritmica turbo power» con grandissima efficacia. Lo testimoniano quattro dischi e tantissimi concerti sempre all’insegna dell’imprevedibilità. Köhler e Macchia volevano fondere il rigore di fiati dal background classico con la forza di una ritmica martellante. Gli inizi, però, li hanno visti esibirsi in duo per le strade milanesi, “applauditi dai passanti, ma quasi sempre scacciati dalle forze dell’ordine”, raccontano. Man mano che la formazione prendeva forma e si completava nell’assetto attuale, si definiva anche la prospettiva musicale del gruppo che ha scelto la sua sigla ispirandosi ai movimenti tellurici che intende provocare nel pubblico.

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