Tre giorni di Jazz all’Officina della Musica

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Nato negli anni Venti come fenomeno sociale, sin dall’inizio il jazz è stato in grado di incorporare nel suo linguaggio i generi più diversi della musica popolare statunitense, dalla musica leggera alla musica colta, dal ragtime al blues, diffondendosi poi in tutti i paesi del mondo e arrivando addirittura a miscelarsi con la samba, la musica caraibica e il rock. Durante il secolo scorso il jazz si è trasformato, evolvendosi in una grande varietà di stili e sottogeneri, dal dixieland di New Orleans dei primi anni, allo swing delle big band negli anni Trenta e Quaranta, dal bebop della seconda metà degli anni Quaranta, al cool jazz e all’hard bop degli anni Cinquanta, dal free jazz degli anni Sessanta alla fusion degli anni Settanta, fino alle contaminazioni con il funk e l’hip hop dei decenni successivi. Per celebrare qualcosa di così unico e speciale, all’Officina della Musica di via Giulini 14 a Como si apre venerdì 23 febbraio Jazz all’Officina, una rassegna organizzata in collaborazione con il Como Lake Jazz Club e interamente dedicata a questo genere musicale, che ha fatto dell’universalità la sua forza e la sua bellezza. I primi ad esibirsi, dalle 21, saranno gli Stars Gate, con Roberto Quadroni (sax alto e soprano), Simone Pederzoli (trombone), Stefano Gatti (contrabbasso) e Andrea Varolo (batteria). Un quartetto acustico che, senza la presenza del pianoforte, proporrà una miscela di composizioni originali e arrangiamenti di brani scelti dai vasti repertori di Charles Mingus, Miles Davis, Freddie Hubbard, Nat Adderley e molti altri.

Stars Gate: Simone PederzoliStefano GattiRoberto Quadroni e Andrea Varolo

Sabato 24, sempre alla stessa ora, toccherà alle sfumature jazz del Mariano Jazz Trio, composto da Bruno Lavizzari al pianoforte, Mario Preda al contrabbasso e Francesco D’Auria alla batteria. Lavizzari, che ha collaborato con musicisti del calibro di Tony Scott, Sergio Fanni, Paolo Tomelleri, Gianni Bedori e Anna Bakia, è insegnante di pianoforte, armonia, improvvisazione jazzistica e musica d’insieme presso varie scuole di musica dell’area milanese. Preda è un virtuoso dello strumento, con alle spalle una lunga esperienza come chitarrista. D’Auria, batterista, percussionista e compositore, ha iniziato gli studi musicali nell’ambito delle scuole jazz dell’area milanese ed è stato allievo di Roger Robertson e Tullio De Piscopo. Ha collaborato con diversi musicisti, partecipando a importanti festival in Italia e all’estero e, parallelamente all’attività concertistica, è docente della cattedra di batteria e percussioni jazz al Conservatorio Verdi di Milano.

Francesco d’Auria

La rassegna si chiuderà domenica 25 con un evento da non perdere, che avrà come protagonisti due artisti d’eccezione. Tornati insieme dopo i successi di Two for Duke (omaggio a Duke Ellington) e Two for Stevie (omaggio a Stevie Wonder), il duo formato dal pianista Dado Moroni e dal sassofonista Max Ionata (nella foto in alto) presenterà il suo nuovo lavoro intitolato Two for you, che raccoglie il meglio di entrambi i progetti, miscelati in chiave decisamente originale. Un tributo eclettico e ricco di dialogo, in cui i musicisti giocano con ritmi e melodie, scambiandosi i ruoli e costruendo sopra ogni brano evoluzioni appassionate e creative. Ionata è considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena jazz contemporanea più apprezzati all’estero e in particolare in Giappone, dove gode di una notevole fama artistica, mentre Moroni, che ha iniziato a suonare il pianoforte a quattro anni, ha collaborato con moltissimi big della canzone italiana, tra cui Lucio Dalla, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Mietta e Ornella Vanoni. Per questa occasione, l’officina riserverà 30 posti per la cena pre concerto (dalle ore 19.30) e 60 per il concerto. Questa sera e domani, invece, dalle 19, si terrà un ricco aperitivo prima delle esibizioni live. Per informazioni e prenotazioni contattare il numero 3492803945 oppure scrivere una mail a info@notasunota.it.

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