Traviata si fa pocket a Cantù

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Tra le tante modalità innovative per la fruizione del melodramma nate dalle iniziative di Aslico, c’è anche Pocket Opera, la proposta di celeberrimi titoli di repertorio in versione “tascabile”. È il caso de La traviata di Verdi che debutta sabato 13 gennaio alle 20.30, al Teatro Fumagalli di Cantù. La sala della frazione di Vighizzolo propone al suo pubblico uno spettacolo che, pur in versione light assicura una fruizione completa del capolavoro verdiano. In scena, cantanti selezionati e preparati da Aslico con l’Orchestra 1813, diretta da Jacopo Brusa e con la regia di Roberto Catalano.

Arriva alla 13ª edizione un progetto che vuole portare la lirica fuori dai circuiti canonici. Spiega il regista «Pocket Opera offre anche quest’anno un’occasione preziosa sia agli artisti, che al pubblico stesso. Per chi lavora all’allestimento, il fatto di dover realizzare uno spettacolo essenziale potenzia la sperimentazione e genera sempre nuove idee, fresche e attuabili. Per il pubblico, poi rappresenta l’opportunità di avvicinarsi alla lirica o di gustare capolavori già noti, che vengono riletti in una chiave nuova e originale».


Nello spettacolo che debutta al Fumagalli e che, successivamente, partirà per una tournée che lo porterà in altri piccoli teatri storici del Nord Italia, si fa riferimento, in modo specifico e profondo, al tema dell’identità e del rischio della sua frammentazione. «Siamo partiti – continua Catalano – dall’idea di Violetta come personaggio frammentato. La vediamo, in principio, sola, in uno spazio espositivo. Si immagina un vernissage di arte, in cui le opere esposte sono foto di dettagli di un volto. È il volto della nostra protagonista, “fatta a pezzi” perché tutti gli uomini possano possedere una parte di lei. Il malessere di Violetta comincia proprio quando la sua immagine e quindi il suo essere, cominciano a disgregarsi. L’incontro con Alfredo e lo spostamento in uno spazio esterno, lontano dal set dell’esposizione, doneranno l’illusione del riaggregarsi, ma sarà appunto solo un breve momento, perché, nella festa a casa di Flora, la macchina della frantumazione si rimetterà in moto. Solo la morte, riparatrice, invertirà il processo».


Insomma, la Traviata di Pocket opera ha molto a che vedere con la nostra moderna e spesso distruttiva “civiltà dell’immagine”, con il mettersi in mostra e l’esporsi agli altri. Tante riflessioni che però non vogliono essere gratuite: «Abbiamo grandissimo rispetto per il libretto – afferma ancora il regista – e in esso, oltre che, naturalmente, nella musica, troviamo tutte le risorse che servono per esplorare un vasto mondo che ci riguarda». Info e biglietti: 031733711 info@teatrofumagalli.it.

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