Townes Van Zandt International Festival 2018

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È il simbolo di tutti quegli artisti che si definiscono, prendendo spunto da un’intuizione di Leonard Cohen, “belli e perdenti”. Townes Van Zandt ha realizzato numerosi dischi, è sempre stato apprezzato dalla critica, ma non ha mai venduto molto ed è morto ignorato dal grande pubblico nonostante la qualità elevatissima del suo “songwriting”. Domenica 22 aprile alle 17 al Teatro del Sacro Cuore in viale Rimembranze a Figino Serenza, si svolgerà la quattordicesima edizione dell’omaggio a questo artista ricordato da colleghi che arrivano da ogni dove, chiamati a raccolta dal cantautore canturino Andrea Parodi, infaticabile promotore di questa iniziativa che, in questa occasione, presenta un cast davvero generoso.

Il gran finale del Townes Van Zandt Intrernational Festival è sempre una grande festa

Saranno della partita artisti internazionali come i Session Americana, Jennifer Kimball, Radoslav Lorkovic, Lucia Comnes, Paul Hernicksen, Bill Kirchen & Peter Bonta, Eddy Ray Cooper e The Rad Trads. Poi una nutritissima rappresentanza di nomi nostrani: Filippo Graziani, il figlio del grande Ivan, Bobo Rondelli, Stefano Barotti, Luca Rovini, The Lonesome Picking Pines, Miki Martina, Riccardo Maccabruni, Stroszek, Chiara Giacobbe, Tom The Cat, Thomas Guiducci, Michele Dal Lago e Giusi Pesenti, i Tullamores e lo stesso Andrea Parodi. E sono passati più di vent’anni dalla morte di Van Zandt, classe ‘44, scomparso a soli 52 anni nel 1997, texano che ha mescolato vita e arte trascorrendo ogni giorno ai margini della società quanto dell’industria discografica, non è solo un grande della canzone d’autore americana: è un simbolo per tutti quelli che hanno scelto questa via espressiva, nonostante il disinteresse del mercato ufficiale, delle trasmissioni televisive, delle kermesse che “contano davvero”.

I suoi dischi più belli sono tornati in circolazione, si possono anche “scaricare”, e non è mai troppo tardi per scoprirlo. Intanto se n’è andato anche Cohen, se n’è andato Guy Clark, con cui Townes aveva diviso tanti concerti, se n’è andato Greg Trooper, che aveva partecipato al festival: l’elenco dei beautiful losers che non sono più fra noi si allunga sempre di più. Ma l’elenco degli estimatori di Van Zandt, in compenso, si allunga, anche grazie a operazioni fortuite come quella del film Alabama Monroe che ha riportato in auge la magnifica If I needed you mentre Poncho & Lefty entra sempre nei repertori di chi la scopre magari grazie a Willie Nelson o Emmylou Harris, tra i primi a rileggere Townes. I biglietti per assistere a questo tributo, condotto da Pauline Fazzioli costano 10 euro e sono ancora teatro domenica stessa. E dopo la manifestazione è prevista una cena con i musicisti su prenotazione scrivendo a pomodorimusic@gmail.com (specificare intolleranze, allergie, regimi alimentari, costo 15 euro). E la musica non si ferma: alle 22.30 una jam session acustica con tutti gli artisti all’Amandla di via Ronzoni a Cermenate.

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