The Delta Saints, da Nashville di ritorno a Cantù

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A volte ritornano, ma questa volta hanno proprio scelto di ritornare: i Delta Saints, da Nashville con furore, faranno nuovamente faville All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù. Poco più di un anno fa avevano conquistato l’esigente pubblico di un club dove la buona musica è di casa e i nomi nuovi devono dare prova di quello che valgono sul palco. Ma questi non sono certo dei principianti: mescolano rock, blues, country e un pizzico di psichedelia e in Europa hanno abbastanza seguito da aver appena totalizzato un sold out al Bataclan di Parigi. Hanno più di dieci anni di storia alle spalle e già nel 2009 si sono fatti notare con l’ep Pray on bissato l’anno successivo da A bird called Angola.

Si è subito parlato bene di loro e il tour conseguente li ha visti spopolare non solo negli Usa, ma anche già nel Vecchio Continente. Ed è stato proprio grazie ai fan e a una campagna di crowdfunding che la band ha pubblicato il primo album, Death letter jubilee. Drink it slow e Bones hanno confermato le aspettative di una formazione che ha suscitato paragoni tanto con la Allman Bros. Band che con i Led Zeppelin. Nel concerto del marzo 2017 hanno presentato Monte Vista, un altro disco finanziato direttamente dai fan anche se Ben Ringel (voce e chitarra), Dylan Fitch (chitarra), Nate Kremer (tastiere), David Supica (basso) e Vincent Footz Williams (batteria) sono corteggiati dalle più importanti major discografiche: perché farsi stritolare dall’industria se si riesce a far bene da soli?

Sono stati Ringel e Supica, compagni alla Belmont University, a dare inizio alla band nel 2007. Reclutati altri tre musicisti, hanno iniziato a esibirsi nei locali di Nashville, patria del country per antonomasia, ma in realtà aperta alle più disparate suggestioni musicali. Presto sono riusciti a emergere dal Tennessee e a suonare in tutto il Nord America fino a raggiungere la Francia dove la Dixie Frog, etichetta filo – Usa, ha ricavato un album dai primi due EP. È stato proprio grazie al sorprendente seguito europeo che i Delta Saints – che intanto cambiavano formazione, ma non stile – hanno deciso di appoggiarsi a lla piattaforma di crowdfunding Kickstarter per l’esordio sulla lunga distanza.

La rivoluzione più importante, dal punto di vista musicale, si è avuta con l’ingresso del tastierista Nate Kremer che oltre a essere un’eccellente strumentista è anche un compositore e a lui si deve l’accentuazione dei caratteri psichedelici della band, soprattutto nei live. Il resto è storia recentissima, con Sometimes I worry, brano di punta di Bones, che viene inserito nella colonna sonora della serie Shameless, regalando alla band ancora maggior notorietà. Dall’ultima volta che li abbiamo visti, il loro seguito si è allargato esponenzialmente e, di certo, potrebbero permettersi di esibirsi in spazi più capienti, ma sono musicisti che privilegiano la qualità e i rapporti umani e così rieccoli a Cantù. Ingresso a 20 euro, ridotti a 15 per gli under 20.

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