Storie di cortile e di dialetti a Novedrate

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Il nuovo appuntamento della rassegna Storie di cortile, organizzata da Andrea Parodi, è fissato per sabato 23 giugno alle 21 nella Corte Nobile di Novedrate (in via Taverna). In scena Charlie Cinelli, Francesco Magni, Miki Martina e Luca Ghielmetti. Tema di questa puntata Un mosaico di dialetti. Un viaggio nell’Italia, nel Paese dei cento campanili in cui basta spostarsi da un lato all’altro di una valle per apprezzare la straordinaria varietà linguistica e di tradizioni. Un percorso nella storia, quando l’italiano era solo uno tra i tanti dialetti parlati nell’Italia centrale. Sarà Antonio Silva, storico presentatore del Premio Tenco, a condurre la serata in un viaggio fatto di colori, suoni e immagini di tempi passati.

Antonio Silva

La sua narrazione ci trasporterà al mercato ittico di piazza Cavour a Genova, là dove il ligure è stato utilizzato da Fabrizio De André per comporre l’album Creuza de mä: una lingua per il cantautore sì familiare, ma soprattutto tanto espressiva da risultare perfetta per cantare i temi del mare e del viaggio, le passioni forti e le voci dei venditori di pesce. L’itinerario proseguirà attraverso la musica e la poesia lombarde, quando già negli anni Settanta Francesco Magni (nella foto in alto), “chansonnier di Brianza”, fu tra i pochi a cantare in dialetto attirando l’attenzione di Nanni Svampa.

Charlie Cinelli

Charlie Cinelli

E se Davide Van De Sfroos è riuscito a ottenere riconoscimento a livello nazionale cantando nella sua varietà laghée, Charlie Cinelli, originario della Val Trompia, ha fatto del dialetto bresciano il suo punto di forza, mescolandolo all’inglese e all’italiano «nonostante sia esso il dialetto o l’accento meno simpatico che esista!». Passando anche per il cinema da L’albero degli zoccoli girato interamente in bergamasco, ci sposteremo a Sud del Po, dove l’emiliano veniva reso popolare anche dai film di don Camillo e Peppone, mentre Fellini aveva utilizzato il romagnolo per il titolo di uno dei suoi capolavori, Amarcord.

Luca Ghielmetti

Saltando di migliaia di chilometri non si potrà non transitare da Napoli, che con la prestigiosa tradizione musicale ha portato in tutto il mondo canzoni come Funiculì funiculà, ’O surdato ‘nnamurato e Tu vuò fa’ l’americano. Nel ricucire la tela della memoria in un recupero delle origini riscopriremo come il dialetto, benché non più indispensabile per i bisogni comunicativi, risulti oggi ancora vitale, perché citando lo stesso Magni: «nella vita poi impari altro, magari l’inglese o altre lingue, ma resta il fatto che per me dire me te voeuri ben è più forte che dire io ti voglio bene».

Ingresso libero, infoline 3488061013 / 3664197001. In caso di maltempo nel salone polivalente di via Taverna 3.

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