Siren Festival, successo a Vasto per un festival che è anche made in Como

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Sì, lo so: sono imperdonabile. Da abruzzese di origine e da amante di festival e concerti avrei dovuto andare al Siren Festival di Vasto fin dalla prima edizione o, quantomeno, un po’ prima della quinta. Se consideriamo, poi, che negli ultimi anni c’è una delegazione di amici comaschi che vi si trasferisce più qualcuno di molto vicino – diciamo – che per il Festival lavora, ecco, la mancanza diventa ancora più grave.

Joan Thiele nell’edizione del 2016 ai Giardini d’Avalos (foto di Giulia Razzauti)

Finalmente, dunque, quest’anno ho rimediato. Già, perché l’edizione 2018 vedrà anche me tra le migliaia di persone che si muovono attraverso le vie e le piazze di quel piccolo gioiellino che si animerà di un pubblico variegato fatto di giovani appassionati di musica, artisti, villeggianti storici, residenti e tanti turisti occasionali che troveranno ad aspettarli quattro giorni di concerti, talk, proiezioni, ottimo cibo (una sola parola: arrosticini), buona birra e un mare che – alla faccia dei detrattori dell’Adriatico – è di nuovo Bandiera Blu.

Party boat con Colapesce: il mare di Vasto è Bollino blu (foto di Giulia Razzauti)

Delegazione comasca, dicevo. Ecco, giovedì 26 si è aperta la quinta edizione del Siren Festival e lì, oltre a tanti amici e concittadini che vi prenderanno parte come pubblico, troveremo anche alcuni professionisti conosciuti a Como, che vi sono coinvolti a livello lavorativo. Tra questi Leopoldo Bianchi, noto in città in quanto uno dei creatori di Wow Music Festival, membro di Como Concerti e anima di AutoRock Produzioni, che collabora – sin dalla sua prima edizione, cinque anni fa – con Siren Festival. Potevamo noi di BiBazz lasciarci sfuggire l’occasione di fare una chiacchierata con lui? La risposta la sapete già, suvvia.

Nic Cester, ex Jet, australiano di Como, alla Lake Como Film Night prima di raggiungere Siren Festival (foto di Andrea Butti)

Come sei arrivato a Siren e di cosa ti occupi al suo interno?

Ho conosciuto Louis Avrami – promotore dell’evento – quando l’idea di Siren era ancora in un fase embrionale e da allora collaboro, da freelance, con gli organizzatori – Stardust Production, di cui lo stesso Avrami è Presidente, e Dna Concerti – per quanto riguarda marketing e sponsorizzazioni, creando connessione tra il festival e i brand. Siren non è certo evento “local”, rispetto al territorio comasco, ma è tra quelli che in Italia più di altri hanno visto una crescita esponenziale in termini di importanza, di qualità degli ospiti (Public Image Ltd. (PiL), Cosmo (nella foto in alto, ndr), Slowdive, Nic Cester, Colapesce sono solo alcuni di quelli previsti), di richiamo internazionale, di afflusso di pubblico e di collaborazione tra amministrazioni, istituzioni, partners e sponsor.

Gli Slowdive sul palco di piazza del Popolo venerdì sera (foto di Giulia Razzauti)

A cosa è dovuta la crescita a questo ritmo?

L’evoluzione che Siren Festival ha avuto è senz’altro conseguenza di un’ottima organizzazione e del sostegno che l’intero progetto ha avuto dal Comune di Vasto, che fin da subito ha appoggiato l’idea sia in termini economici che di suggerimenti per la sua valorizzazione, cosicché la penetrazione del Festival fosse il più possibile coerente e aderente all’anima della città, alla sua vita e alle sue abitudini. Nonostante qualche dubbio iniziale da parte dei cittadini, la piena disponibilità e l’ottima sinergia creatasi hanno dato i loro frutti. Vasto è diventata in pochi anni una delle mete più segnalate dai “radar” che si occupano di musica live italiana e non: le recensioni della stampa specializzata, anche estera, sottolineano il livello degli ospiti ma anche la bontà del progetto in generale e la qualità dell’esperienza festival, che racchiude in sé una vera vacanza grazie alla posizione sul mare (Bandiera Blu anche nel 2018), la vicinanza all’entroterra abruzzese, l’ottimo cibo.

John Lydon dei Public Image Ltd. (o Johnny Rotten, ex Sex Pistols: una leggenda)

Questa edizione prevede anche un aumento delle location coinvolte e degli eventi correlati: sei palchi e oltre trenta live a cui si aggiungono talk, proiezioni in collaborazione con Siren Film Festival e il Siren Beach Stage in spiaggia. Qual è l’idea che sta dietro a tutto questo?

Tutto ciò rientra in una visione di festival a 360 gradi. Chi partecipa a Siren Festival gode di un’ampia offerta artistica che, dalle 17 a tarda notte, coinvolge appieno un pubblico variegato. Oltre ai nomi – senza dubbio importanti – la forza dell’evento è il contenitore, che in brevissimo tempo è diventato sinonimo di qualità. Chi è stato a Vasto spesso e volentieri torna e, dal punto di vista promozionale, per la città – e più in generale per l’Abruzzo – il festival è stato un volano di non poco conto, considerando l’indotto che genera non solo nel fine settimana dell’evento ma in tutta la stagione e negli anni a venire, così come il Comune stesso ha avuto modo di verificare e confermare.

Mentre riflettete sull’ esempio – senza dubbio da seguire, magari anche qui da noi – di Siren Festival, direi che potete dare uno sguardo al programma: siete ancora in tempo a prendere un treno o a fare car sharing e a raggiungerci!

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