Sara Calvanelli presenta le Onironautiche

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Martedì 20 febbraio, alla galleria Officina Centocinque in viale Lecco 105 a Como, si terrà il secondo appuntamento musicale organizzato dall’associazione Amadeus Arte e LakeComo Festival in collaborazione con officinacento5, Mag – Marsiglione Arts Gallery, CiaoComo e BiBazz. Protagonista della serata sarà la musicista Sara Calvanelli che, con l’etichetta Amadeus Arte, ha pubblicato Onironautiche, disco registrato in acustico con molti ospiti d’eccezione, tra cui Eloisa Manera (violino), Giovanni Sollima (violoncello barocco), Danila Massimi (percussioni, cajon, campane tibetane), Floraleda Sacchi (arpa) e Giancarlo Parisi (zampogna, marranzano, zi-flute, friscalettu). Un album ricco di immagini suggestive e atmosfere oniriche, che Sara Calvanelli proporrà dal vivo con l’accompagnamento di Luigi Lo Curzio (contrabbasso e voce).

Sara Calvanelli

«Onironautica è un termine coniato dallo psicanalista tedesco Frederik van Eeden per descrivere l’esperienza del sogno lucido – ha raccontato l’artista – quello in cui si è creatori attivi e consapevoli di ogni singolo evento, colore, scenario. Quando sogniamo siamo spesso protagonisti passivi, spettatori di noi stessi. Nel sogno lucido ci trasformiamo in esploratori, inventori, viaggiatori, onironauti, appunto. Per quanto appassionata di tematiche legate alle potenzialità della mente e dello spirito, ho voluto prendere in prestito questa parola dal sapore mitologico per fini esclusivamente poetici, affascinata soprattutto dalla sua etimologia che evoca viaggi attraverso i sogni, navigazioni tra una stanza e l’altra dell’inconscio, acque sotterranee. Gran parte delle musiche presenti nella raccolta sono state scritte durante la mia prima gravidanza, periodo in cui mi sembrava di percepire tutto sotto una luce nuova, più silenziosa e densa allo stesso tempo, e mi capitava spesso di vivere esperienze oniriche intense.

A fine giornata ero solita improvvisare lasciando fluire i pensieri liberamente e, col passare delle settimane, sentivo crescere il desiderio di affiancare al suono della fisarmonica quello della voce. Ho sempre percepito una certa dualità nel mio strumento, una sorta di stimolante scissione, quasi una sfida: se da un lato la fisarmonica è ventre, polmone acceso, canto, fisicità vibrante, dall’altro è distacco, freddezza, razionalità, quella delle altezze determinate, della precisione meccanica, dell’emissione artificiale. In questo progetto avevo bisogno di una nuova chiave, un registro vagante, naturale, che mettesse in stretto contatto il metallo delle ance con la liquidità della pancia: il canto. Le improvvisazioni sono pian piano diventate linee definite e col tempo ho sentito il bisogno di coinvolgere anche altri musicisti, artisti con storie e linguaggi differenti l’uno dall’altro, ma tutti accomunati da un’unica, grande caratteristica: una concezione arcaica e magica del suono».

Condurrà l’incontro il giornalista Alessio Brunialti. Inizio ore 18.30, con aperitivo a seguire. Ingresso gratuito.

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