Rondelli e Lorkovic in concerto a Cantù

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Da lui ci si può aspettare davvero di tutto. Ci si può aspettare, ad esempio, che si piazzi proprio davanti ai tornelli della metropolitana armato di ukulele e che si trasformi in un jukebox umano, oppure che, nel bel mezzo di un concerto, diventi contemporaneamente Mastroianni, Tognazzi e Celentano, o, ancora, che passi dal serio al faceto in un quarto di batter di ciglia. Quello che non cambia, nonostante le sue mille metamorfosi, è la sua aria da guascone livornese, incorniciata da un sorriso sornione e impreziosita da un talento artistico assolutamente fuori dal comune, capace di stupire ogni volta come fosse la prima. Lo sanno bene tutti coloro che hanno avuto il piacere di assistere alle sue esibizioni, molte delle quali hanno toccato il suolo lariano, e in particolar modo uno dei templi comaschi della musica live, lo storico locale All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù, che sabato 21 aprile lo vedrà di nuovo protagonista (per la quarta volta), e non da solo, per un concerto organizzato da Six Sound in collaborazione con il club canturino e Pomodori Musica.

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Lui è Roberto Bobo Rondelli, classe 1963, cantautore, poeta e attore, che porta Livorno nel cuore e nelle sue canzoni sin dagli esordi, prima con il trio Les Bijoux e poi con gli Ottavo Padiglione, in cui ha preso forma quel suo modo irriverente e unico di fare musica. La sua carriera solista è iniziata ufficialmente nel 2001, con la pubblicazione dell’album intitolato Figlio del nulla, prodotto e arrangiato da Stefano Bollani, grazie al quale ha vinto il Premio Ciampi per miglior arrangiamento. Dopo anni di concerti in giro per l’Italia e numerose collaborazioni illustri, nel 2015 è uscito il disco Come i carnevali, scritto in parte con Francesco Bianconi (frontman dei Baustelle) e, nel 2016, l’album dedicato al compaesano Piero Ciampi, che ha riscosso un notevole successo sia da parte del pubblico che della stampa specializzata. L’ultima sua fatica discografica risale allo scorso anno, a quelle Anime storte, prodotte da Andrea Appino (Zen Circus) che vantano la partecipazione di Bocephus King, metà perfetta della creatura Bobocephus, incantatrice di grandi platee.

 

È una continua evoluzione artistica, quella di Rondelli, che questa sera sarà accompagnato dall’eclettico pianista Radoslav Lorkovic, ritenuto uno dei più importanti session man per i grandi cantautori americani. Croato di nascita ma statunitense da sempre, il suo stile gode delle più svariate influenze, dalla classica al jazz e al blues, dal country al soul, intrise di sonorità balcaniche e messicane, amate da artisti del calibro di Jimmy LaFave, Greg Brown, Richard Shindell, Ellis Paul, Dave Moore, Bo Ramsey, Jackson Browne, Andy White e Ronny Cox. Una carriera trentennale che lo ha visto esibirsi nei più importanti festival internazionali e che lo ha portato, per uno straordinario gioco del destino, ad incontrare un musicista altrettanto poliedrico, unico e originale. Ne verranno meraviglie. Inizio concerto ore 22 circa, ingresso a 12 euro.

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