Rock, introduzione all’ascolto: si parte con Elvis

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Alessio Brunialti

Chissà quanti, tra gli appassionati del rock, hanno pensato tante volte di conoscere meglio la storia dei propri miti, le loro origini, chi li ha ispirati. Da mercoledì 4 aprile  è possibile, grazie a Rock, introduzione all’ascolto –  ciclo di incontri organizzati dall’Officina della Musica di via Giulini 14 a Como, a cui è possibile iscriversi chiamando il 3492803945 o scrivendo a info@notasunota.it. A “salire in cattedra” sarà Alessio Brunialti, giornalista e critico musicale de La Provincia, responsabile del portale Bibazz e, come ama definirsi lui stesso, musicofilo. Dalle 20.30 alle 22.30, per sette mercoledì, si viaggerà dagli anni Cinquanta ai giorni nostri: «La scelta della divisione in decenni è indicativa – spiega Brunialti – Perché, naturalmente, la storia, grande e piccola, non segue i calendari. La nascita del rock’n’roll viene fatta risalire – convenzionalmente – agli anni Cinquanta: un boom, un’espansione verso l’esterno degli Usa che ha contaminato tutto il resto del mondo, con un peso determinante nel decennio successivo. Il racconto però può partire anche dal XII secolo, come scoprirà chi avrà la bontà di partecipare al primo incontro, Rock around the Pelvis».

Rock around the Pelvis: Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e Johnny Cash attorno a Elvis Presley

Un excursus attraverso la storia e le peculiarità di ogni periodo: «Gli anni Settanta sono quelli dove generi diversissimi convivono pacificamente ignorandosi (disco music e hard rock) oppure combattendosi (punk e progressive). Gli anni Ottanta, prima vituperati, sono ora oggetto di un revival che valorizza  gli aspetti più trash a scapito di altri molto interessanti. Dai Novanta si entra in un’epoca più recente dove si è verificata anche la fortissima contrazione del mercato. Questo è un punto molto importante: gli aspetti economici avranno un loro ruolo lungo tutto l’arco degli incontri». Tante epoche e tanti artisti raccontati attraverso i loro dischi e non solo. Difficile, per un cultore, poter scegliere un’epoca di riferimento. «I momenti salienti sono numerosi – prosegue Brunialti – Personalmente, in un ipotetico viaggio nel tempo mi catapulterei nello Studio Uno di Abbey Road il 10 febbraio del 1967, data della registrazione del crescendo orchestrale di A day in the life dei Beatles, secondo me il momento in cui il rock è diventato definitivamente adulto. Oppure assisterei a Exploding! Plastic! Inevitable!, lo spettacolo di Andy Warhol che lanciò i Velvet Underground all’inizio del ‘66.  Il big bang del rock è avvenuto, però, il 9 settembre del 1956, quando 60 milioni di americani hanno visto Elvis all’Ed Sullivan Show: gli Usa, e il mondo, non sono stati più gli stessi da allora».

Jerry Lee Lewis: a 82 anni è ancora The Killer

L’uditorio è potenzialmente molto ampio per età e formazione ed è grande il valore di un’iniziativa come questa: «Due dei progenitori, Little Richard e Jerry Lee Lewis, sono vivi e attivi, rispettivamente a 85 e 82 anni, quindi se il rock non è più una musica giovane, di certo mantiene tali. Per chi ha superato gli “anta” questa è un’occasione di ripasso, di approfondimento o di inquadramento di storie e nozioni sparse. Nei più giovani spero di instillare qualche curiosità: prima di Internet la musica si conosceva da radio, TV, amici, proverbiali fratelli maggiori (reali o putativi); c’era il passaparola e ci si informava tramite le riviste o i libri, si inseguivano i concerti come per un culto religioso. Oggi è tutto più accessibile ma più scollegato: se le connessioni si affidano agli algoritmi, si ascoltano e vedono più o meno sempre le stesse cose. È importante, insomma, recuperare un po’ di contatto umano». Obiettivo condiviso, naturalmente, dall’Officina della Musica: nata da pochi mesi, sta già riscuotendo ampi consensi: «È uno dei nuovi spazi che stanno nascendo a Como e dintorni che vanno a sommarsi ai pochi sopravvissuti dopo che una serie di vicissitudini ha quasi azzerato l’offerta in città. Per questo quando Cecilia Casella mi ha fatto la proposta di una collaborazione tra Officina e BiBazz ho accettato molto volentieri. Scopo del portale de La Provincia è anche promuovere e fare conoscere tutte queste realtà culturali».

 

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