Red Canzian, un testimone del tempo agli Arcimboldi

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Preceduto da La notte è un’alba, nuovo singolo scritto con Ermal Meta, estratto dall’album Testimone del tempo, ecco l’attesissimo concerto di Red Canzian al Teatro degli Arcimboldi di Milano, conclusione di un tour partito il 4 maggio scorso da Padova e che ha attraversato l’Italia, per la prima volta da ex Pooh. Assieme all’artista trevigiano saranno sul palco anche i due figli, la cantante Chiara Canzian e il batterista Phil Mer che suona anche il piano e, soprattutto, è responsabile della direzione musicale della band completata da Daniel Bestonzo (pianoforte, tastiere, fisarmonica), Alberto Milani (chitarre elettriche) e Ivan Geronazzo (chitarra elettrica, chitarra acustica e mandola).

«Sarò, in musica, parole e immagini, il testimone del tempo che ho vissuto – ha spiegato Red – e in oltre due ore di concerto, attraverserò tutta la musica che ha accompagnato la mia vita, e non solo la mia. Un viaggio che inizia negli anni Cinquanta con il rock’n’roll, per passare poi al beat, al prog, alla grande canzone d’autore, ai Pooh, alle mie canzoni». Così oltre ai brani tratti dai suoi tre album solistici e ai classici del quartetto, sono in repertorio anche Tutti frutti di Little Richard, Love me tender di Elvis, She loves you dei Beatles e Blowin’ in the wind di Dylan, ma anche Mi sono innamorato di te di Tenco e Il cielo in una stanza di Paoli. In questa sezione sono inserite le storiche Brennero ‘66 e, immancabile, Piccola Kathy, incise dai Pooh prima che vi entrasse Canzian (e anche prima che Stefano D’Orazio e perfino Dodi Battaglia fossero della partita).

Se il viaggio nel passato prosegue con California dreamin’ dei Mama’s & Papa’s e A whiter shade of pale dei Procol Harum (preferite alle versioni italiane dei Dik Dik), All you need is love, ancora dei Fab 4, e Your song di Elton John, ecco fare capolino in scaletta Ocean, perla dei Capsicum Red, la prog band del bassista prima di unirsi ai Pooh. Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd cede il passo al repertorio che tutti si aspettano dove spiccano, però, brani meno noti della storia dei Pooh (ma Chi fermerà la musica e Uomini soli non mancano al contrario di Pensiero, per fare solo un esempio di illustre esclusa). Per i fan l’occasione per riascoltare canzoni come Maria marea, Ali per guardare, occhi per volare, Reviens moi, L’aquila e il falco e altri classici minori. Il primo brano in scaletta, invece, è Ognuno ha il suo racconto, presentato all’ultimo Festival di Sanremo con la soddisfazione di piazzarsi sopra al duo di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, che è anche il pezzo forte del nuovo disco.

«Ci ho messo circa un anno per scrivere e registrare questo album… ma è probabilmente occorsa tutta una vita per ricomporlo dentro di me – aveva raccontato – In ogni brano c’è infatti una qualche traccia della musica che ho amato e che mi ha fatto decidere, ancora ragazzo, che questa sarebbe stata la mia vita. Tracce di rock e di blues, delicate ballate acustiche e suoni ormai lontani, come quello del sitar, dei violoncelli o del mellotron, per arrivare poi al romanticismo del rock progressivo, che mi ha fatto crescere con i Capsicum Red e che ho ritrovato in Parsifal, il mio primo album con i Pooh. In Testimone del tempo c’è tutto questo e molto di più, grazie all’ispirazione dei grandi autori che hanno dato “parola” alla mia musica».

(Foto di Alessandro Carlozzo)

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