Per Francesca Maiella un flauto d’oro e argento da sir Galway

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Francesca Maiella

Prendi il più noto flautista del mondo, James Galway, classe 1939, irlandese del Nord, baronetto della Regina d’Inghilterra, un palmares di dischi, riconoscimenti e collaborazioni con direttori e orchestre che solo i grandissimi possono vantare; un musicista, giusto per dare l’ idea, che quando ha scelto di distrarsi un po’ ha suonato con Roger Waters in The wall e nella colonna sonora del Signore degli anelli. Lasciamolo lì un attimo, sir James con il suo serafico sorriso.
Ora prendi Francesca Maiella, 18 anni appena compiuti, residente a Como, studentessa del liceo scientifico Giovio, con la passione della musica, del canto e del flauto, nata e coltivata grazie anche ai genitori entrambi musicisti, papà Luca e mamma Gabriella, che la accompagna al pianoforte. Alle spalle già due primi premi in concorsi (Voghera e Salò, 2015) e un secondo premio (Roma, 2016) Francesca ha concluso i corsi pre accademici al Conservatorio Verdi di Como e ora medita sulla soluzione migliore per quelli accademici. Ha le idee ben chiare: prima la maturità, naturalmente, poi fare del flauto la sua vita. Lo dice con serena, giovanile fermezza, lo sguardo sul suo strumento, recente motivo di orgoglio. Il particolare sfugge alla vista del profano e sta nella testata del flauto, la parte più vicina a chi suona. Nella testata l’ aria si trasforma in suono, lì si crea musica, è l’ anima dello strumento.

Quella del flauto di Francesca è una testata speciale: in oro e argento, è stata costruita dalle preziose mani di un artigiano, che l’ha realizzata per sir James Galway, seguendo alla lettera le indicazioni del Maestro. Ecco, cosa ha di speciale ed ecco il collegamento tra i due: la testata è il premio che Galway assegna agli alunni migliori. Francesca lo ha ottenuto a Weggis, Svizzera, nel Galway Flute Festival uno dei “corsi internazionali di alto perfezionamento” tenuti, previa selezione, da sir James e dalla moglie Jeanne, a sua volta flautista.

Quest’anno la più brava è stata lei. Al festival ha portato la Sonata di Prokoviev, un brano da esecutori maturi. E sir Galway ha gradito, complimentandosi personalmente per l’esecuzione.

Francesca da quattro anni frequenta le masterclass dove i Galway radunano promesse e professionisti di grido. «Ci siamo incontrati la prima volta nel 2015, io studiavo solo da quattro anni, e quando abbiamo scoperto che veniva da queste parti, a Briosco, ci siamo andati di corsa». L’incontro è stato folgorante. «A colpirmi è stato l’atteggiamento, naturale, affettuoso, che non ci si aspetta da un musicista così famoso e affermato». E poi il suono del suo flauto. «Durante il festival a Weggis ha voluto che suonassi con il suo, è stato emozionante. E il suono era così bello».

Ora anche Francesca ha un flauto “griffato”, grazie al talento e allo studio. Un viatico importante, che può significare tutto o nulla: dipende da lei. In bocca al lupo.

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