Non solo Heidi: Elisabetta Viviani si racconta a Cantù

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Il suo nome è legato, nell’immaginario collettivo di più di una generazione, alla sigla italiana del celebre anime giapponese Heidi, uno dei primi, per la regia di Isao Takahata, ad essere trasmesso dalla Rai. Il 45 giri della canzone, uscito nel 1978 con il testo di Franco Migliacci, la musica di Christian Bruhn e il coro del gruppo Baba Yaga, vanta un milione e mezzo di copie vendute e le ha permesso di consacrarsi come una delle voci più amate della tv dei ragazzi. Ma il successo, per Elisabetta Viviani, attrice, cantante, ballerina, conduttrice e show girl, è arrivato già nell’età dell’adolescenza ed è cresciuto, negli anni, tra partecipazioni a importanti trasmissioni televisive (memorabile la sua interpretazione nell’operetta No no Nanette insieme a Claudio Lippi), spettacoli teatrali (accanto ad Ernesto Calindri e Lia Zoppelli) e pubblicazione di numerosi album, una popolarità che l’ha portata a diventare il volto – simbolo di alcuni Caroselli diventati “cult”, come quelli per Sole bianco e Invernizzi.

Negli ultimi anni, oltre a proseguire la sua attività di conduttrice, la Viviani si è dedicata anche alla pittura figurativa arricchita da tocchi surreali e predilige dipingere scorci del centro di Milano impreziositi da immagini fiabesche, come orchi, draghi, fate e gnomi. Sabato 22 dicembre, dalle 10 alle 12 circa, l’artista sarà graditissima ospite della trasmissione radiofonica Tre x Tutti di Radio Cantù, al Centro Commerciale Mirabello in via Lombardia 68 a Cantù, durante la quale si racconterà e incontrerà il suo pubblico. L’ingresso è libero e gratuito.

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