Nel nome di Faber: i Sulutumana omaggiano De André a Cantù

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«Quel giorno me lo ricordo come se fosse ieri. Mi sono alzato presto e, invece di andare al lavoro, ho preso la macchina e ho guidato fino a Genova. Non ci ho proprio pensato, l’ho fatto e basta. Volevo esserci, per un ultimo saluto. Al mio arrivo c’erano già gruppi di persone che affollavano la piazza antistante la basilica di Santa Maria Assunta in Carignano, e tutti cantavano le sue canzoni. È stato davvero commovente. Poi, alla spicciolata, sono arrivati in migliaia. Ricordo anche la presenza di alcuni personaggi famosi, come Paolo Villaggio, insieme ad altri a lui legati. In quel momento mi sono reso davvero conto che lui non c’era più, ma la grande emozione che ho provato nel respirare la sua città e nel condividere la sua memoria con tutta quella gente è qualcosa che non dimenticherò mai».

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Con queste parole Gian Battista Galli, voce dei Sulutumana, racconta il suo personalissimo ricordo legato ai funerali di Fabrizio De André, di cui giovedì 11 gennaio ricorre il diciannovesimo anniversario della scomparsa. E proprio in questa data, All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù, i Sulutumana in trio – con Giamba (voce e fisarmonica), Francesco Andreotti (pianoforte e tastiere) e Nadir Giori (contrabbasso e basso elettrico) – accompagnati dal cantautore abruzzese Alfredo Scogna, tenteranno, per dirla con le loro parole, «in modo vano di saldare un debito di riconoscenza con uno dei fari più luminosi della storia della canzone d’autore».

Sulutumana: Nadir Giori, Gian Battista Galli e Francesco Andreotti

«Non si tratterà di un vero e proprio tributo – ha spiegato Galli – ma piuttosto di una cantata collettiva, che coinvolgerà tutti i presenti. Da un punto di vista compositivo, artistico ed esecutivo De André è sempre una vetta fantastica, una messa in gioco decisamente affascinante, ma in questa occasione non abbiamo velleità interpretative, lo scopo è quello di rendere il pubblico protagonista, perché le canzoni di Faber sono un inestimabile patrimonio universale. Inoltre, siamo molto contenti di dividere il palco con Alfredo, che oltre a essere un amico è anche un artista di grande talento».

Non è stato semplice scegliere, nell’immensa produzione artistica del cantautore, i brani da proporre per questa serata così speciale, che partirà verso le 21.30. «Salteremo qua e là attraverso gli anni e gli album – ha aggiunto il cantante – non mancheranno di certo i pezzi più conosciuti e li alterneremo ad alcuni un po’ meno noti, ma ugualmente amati. De André è entrato con forza nella mia vita con Il pescatore, Bocca di rosa e il bellissimo doppio live registrato con la Pfm durante il tour alla fine degli anni Settanta, e da allora lì è rimasto, vivo e magnifico. Se dovessi scegliere tre canzoni che, nel corso del tempo, mi sono rimaste addosso e mi hanno ispirato in modo particolare potrei citare, oltre a Il pescatore, ovviamente, Ottocento e Korakhané, che considero dei capolavori assoluti». Quella lasciata dall’artista è un’eredità incredibile, qualcosa che, nel panorama musicale odierno, qualcuno è riuscito a raccogliere, secondo Gian Battista Galli. «Credo che, attualmente, uno dei cantautori più interessanti e autentici sia Brunori Sas, che seguo con piacere, per la sua capacità compositiva e di scrittura». Ingresso a 10 euro. Prenotazione posti (sino a esaurimento) senza supplemento. Sono disponibili gli ultimi posti in piedi.

(I ritratti di Fabrizio De André sono di Ivo Milazzo)

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