Musica sotto le stelle con Camilla Barbarito

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Torna giovedì 6 settembre – nella piacevole cornice del giardino del Centro di aggregazione per anziani Incontro di Villa Guardia – l’appuntamento con la kermesse Musica sotto le stelle, organizzata dal Comitato di gestione del Centro di via Vittorio Veneto 51. La stagione estiva si conclude con il concerto, in programma alle 21, della cantante e performer milanese Camilla Barbarito. Già ospite della rassegna Pop illusion– tenutasi a luglio al Chiostrino Artificio di Como – l’artista ha regalato in quell’occasione una serata di grande musica ed emozione. Per questa occasione sarà accompagnata da Fabio Marconi alle chitarre e Guido Baldoni alla fisarmonica.

Camilla Barbarito

Camilla Barbarito è una cantante e performer milanese. Si è formata attraverso un percorso variegato di teatro sperimentale e canto, grazie anche ad alcune giovanili tournée in Africa Sub-sahariana e la conseguente scoperta delle culture extra-europee. Collabora con numerosi ensemble musicali, e porta avanti una propria originale ricerca nell’ambito della musica popolare mediterranea, ispirandosi alle sonorità balcaniche, al fado portoghese, alla musica rebetika greca, al tango argentino e alla musica Rom. Parallelamente vive molte esperienze sia come attrice di teatro che come vocal-performer all’interno di spettacoli e concerti di natura sperimentale e improvvisativa. Ha lavorato tra gli altri con Vladimir Denissenkov, Ivana Monti, Jovica Jovic, Paolo Rossi, Roberta Torre, Agon, Teatro delle Moire, Duccio Bellugi del Theatre du Soleil, Nema Problema Orkestar e Musicamorfosi, oltre a numerosi altri protagonisti della scena musicale milanese di questi anni. È l’ideatrice del personaggio Nina Madù, che insieme alla band le Reliquie Commestibili si è fatto apprezzare nell’ambito indipendente. Insieme a Fabio Marconi è direttrice artistica della rassegna musicale La Cura di Dioniso per Van-Ghè Ambulatorio d’Arte. Lasciamo a lei la parola.

«Spicchiamo il nostro volo disordinato dalla seggiola di un vecchio trani milanese… piroettando su scatenati ritmi dispari balcanici viriamo verso un valzer siciliano e planando attraverso una rumba flamenca e una ballata messicana proviamo ad atterrare con un caschè a ritmo di tango argentino. Non prima di aver stornellato una serenata al balcone, deriso i potenti, versato una lacrima di gelosia, addormentato un bambino e ballato per i vivi e i morti. Quando avevo poco più di vent’anni una volta mi trovavo a Bamako in un locale notturno, e incoraggiata dagli amici (miei coetanei maliani aspiranti artisti come me) presi il microfono e cantai con tutte le mie forze e gioia e rabbia insieme a un gruppo tradizionale locale. Dopo un lasso di tempo breve e vivido nella mia memoria sentii una strana sensazione alla fronte: qualcuno vi aveva attaccato grazie al mio sudore una banconota da diecimila franchi cefa. Quel momento mi ha dato un certo coraggio.

Ed è forse responsabile del mio deprecabile inesauribile intento. Cantare per me significava soprattutto far rieccheggiare le voci lancinanti, sommesse, dolenti, gravi, epiche, o pazze di gioia scoperte nelle registrazioni di campo svolte nell’Italia rurale del dopoguerra; e più in generale guardare alle sonorità tradizionali di ogni dove. Perché quei suoni mi parlavano e continuano a provocarmi e sedurmi. Non mi sono mai sentita legittimata a cantare queste canzoni, ma sono fiera di essere una ladra scaltra e amorevole. Saccheggiando macerie musicali trovate tra ruderi sonori del passato ho provato a formare il mio mosaico stralunato e rudimentale, forte del mio piacere e della mia presunzione. Ho sempre avuto un conflitto aperto con l’accademia, l’istituzione e gli strilli del pensiero speculativo: il territorio anfibio delle arti performative e la materia nomade, erratica, scivolosa e dai contorni incerti del teatro sperimentale sono stati la mia scuola. Rivendico l’orgoglio delle culture orali e credo nel rito».

Ad ingresso libero, la serata prevede la possibilità di versare un’offerta a favore dell’associazione di volontariato Amici di Giovanni, scelta quest’anno dai soci di Incontro quale destinataria della raccolta fondi. Per informazioni: 031480649 o 3483108291.

 

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