Michele Tiso da Como a Genova per voi sulla via della canzone d’autore

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Sono entrate nella fase conclusiva la sesta edizione di Genova per Voi e la seconda di Professione autore, i talent ideati da Gian Piero Alloisio e Franco Zanetti sostenuti da Siae che, fino a venerdì 21 settembre, ospiteranno incontri, spettacoli e laboratori dedicati al mestiere dell’autore di canzoni e programmi tv. Durante la serata di chiusura, che si terrà sabato 22 settembre presso La Claque di Genova, saranno premiati i vincitori di entrambi i concorsi, scelti tra i finalisti che, dalla scorsa domenica, stanno prendendo parte a uno stage formativo a Varazze, in cui hanno la possibilità di confrontarsi con autori già affermati e con discografici al fine di coltivare il proprio talento e conoscere i bisogni produttivi dell’industria musicale. Tra i giovani (provenienti da tutta Italia e selezionati su un’ampia rosa di candidature) che partecipano a Genova Per Voi e ambiscono al premio finale (la possibilità di firmare un contratto da autore con Universal Music Publishing Ricordi), c’è Michele Tiso, ventiseienne di origine comasca e bolognese d’adozione, che nel 2013 ha pubblicato il suo primo album intitolato Zahir, di forte ispirazione cantautorale.

Cos’è successo dopo quell’esordio?

Da qui sono partito verso altro, senza dimenticare da dove venivo. Mi sono trasferito a Bologna per motivi di studio e sono entrato in una band, formata da persone che avevano un background molto diverso dal mio. Questo mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita personale e artistica, perché ho iniziato ad ascoltare e apprezzare cose totalmente differenti da quelle a cui ero abituato. Dopo lo scioglimento del gruppo sono stato fermo per un po’, finché non mi sono trovato all’interno di una nuova e giovanissima scena underground bolognese davvero promettente, che mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano alcuni brani.

Come ti è venuta l’idea di partecipare a un talent come Genova per Voi?

Io non sono mai stato attirato dalla figura del frontman o dell’interprete carismatico, perché credo che quelle siano la conseguenza di un processo, non la causa. Io sono molto legato all’aspetto compositivo, a quello creativo e a tutto ciò che riguarda la produzione musicale di un brano, perché mi interessa il momento in cui la canzone prende forma e viene plasmata dal nulla.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Innanzitutto, sono contento di avere la grande opportunità di rapportarmi con qualcuno del mestiere e con altri che, come me, hanno il medesimo obiettivo e hanno intrapreso lo stesso percorso. Voglio raccogliere tutto il meglio e, perché no, anche il peggio, di questa avventura. Quello che mi aspetto è di crescere e di imparare il più possibile, perché vorrei fare l’autore e continuare a cantare le mie cose, scritte su misura per me.

Ci sono voci o interpreti per le quali vorresti scrivere canzoni?

Purtroppo, le mie preferenze musicali vanno sempre verso chi già si scrive i brani da solo e il mio modo di scrivere è talmente personale che dovrei conoscere benissimo chi interpreterà il pezzo per poterla adattare al meglio. Se dovessi scegliere una voce che mi piacerebbe veicolasse una canzone scritta da me è sicuramente quella di Luca Carboni, perché è una delle icone degli anni Novanta, di quelle che hanno visto crescere una generazione intera.

A cosa stai lavorando in questo momento?

Ora sto lavorando a un doppio singolo, dal titolo 45 giri, che contiene i brani 25 aprile e Bamby e sarà stampato, a scopo promozionale e in tiratura limitata, in formato floppy disc (su cui sarà riportato un codice che rimanda alle piattaforme digitali) perché, in un momento storico in cui il supporto sta perdendo il suo senso, ho deciso di recuperare un vero reperto di archeologia cibernetica. Ho fatto uscire anche un “off topic”, una canzone che ho scritto un sacco di tempo fa e intitolata I nostalgici, che però non farà parte dell’album e ad aprile del prossimo anno inizierò a pubblicare qualche video. Poi inizierò a pensare alla realizzazione del disco, sempre che nel frattempo non passi di moda anche lui.

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