Martella, salumiere rock’n’roll, riporta il Quartiere Latino a Milano

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È stata una delle band di spicco della scena milanese degli anni Novanta, la prima a proporre un crossover assolutamente nuovo e originale, frutto di un’esplosiva miscela tra il funky degli anni Settanta, l’hard rock degli anni Ottanta e l’hip hop e il grunge nel suo periodo di massimo splendore. Due gli album fondamentali, Prima di subito, pubblicato nel 1993 e Dove non si tocca, uscito nel 1995, seguiti da un’intesa attività live per tutta Italia, dal tour negli stadi con Vasco Rossi e Gli spari sopra alla partecipazione al Concertone del 1° maggio in Piazza San Giovanni, dalle manifestazioni più importanti alla finale del Festivalbar. Il Quartiere Latino diventa così un’istituzione nel panorama underground nazionale, grazie soprattutto al talento e al carisma del suo cantante e leader, Paolo Martella, che negli anni successivi intraprende la carriera solista realizzando due album, Dove mi hai portato nel 1997 e Più simile a me nel 2000. La scorsa estate, a quasi 25 anni di distanza, Martella ha deciso di formare una nuova band composta da alcuni dei musicisti che lo hanno accompagnato nella sua avventura in solo per riproporre il repertorio del Quartiere Latino. Sarà proprio questa formazione, composta da Mao Granata (batteria), Antonello Saviozzi (chitarra e voce), Luca Ballabio (chitarra) e Sabina Feraiorni (basso) ad accompagnare l’artista in un live coinvolgente e d’impatto che giovedì 26 aprile, dalle 21 circa, infiammerà il circolo Arci Ohibò di via Brembo angolo via Benaco 1 a Milano.

«Tutto è iniziato il 22 settembre dell’anno scorso – ha raccontato Martella – in occasione del decimo compleanno di uno dei locali più importanti di Milano, il Rock’n’Roll, il cui proprietario è un mio carissimo amico. Mi ha quindi invitato a suonare con i Quartiere Latino, così ci siamo rivisti, abbiamo suonato alcuni pezzi prima dei Ritmo Tribale ed è andata benissimo. Mi sono ricordato che non era poi così male quello che facevamo, e non era nemmeno così facile, così come non è stato facile ritrovarsi in sala prove dopo 25 anni e suonare quegli stessi brani. Da lì in poi ci sono stati un altro paio di cambiamenti di formazione, abbiamo iniziato a esibirci e mi sono state proposte un sacco di date in diversi club, da una parte perché gli anni Novanta sono sempre interessanti, dall’altra perché eravamo (e siamo tuttora) piuttosto simpatici. Questa cosa ovviamente è per me motivo di enorme soddisfazione, un po’ perché la sto facendo da adulto e un po’ perché ho una visione diversa, che mi permette di vivermi tutto come un regalo. Ho ancora una gran voglia di far innamorare la gente di quello che faccio».

Paolo Martella

I testi ironici e pungenti della band, gli stessi che sottolineavano la voglia di pulizia e rinnovamento che si respirava nel paese in quegli anni, sono ancora oggi attualissimi, capaci di far riflettere su tutto ciò che poteva essere e che poi non è stato, nonostante le promesse. «Si ha proprio la sensazione che nulla sia cambiato – ha aggiunto – nel panorama politico e sociale italiano, anzi, pare che addirittura qualcosa sia peggiorato. Sono peggiorati gli antagonisti, e non c’è nulla di più fallimentare di avere gli elettori più intelligenti e preparati di quelli che vengono eletti. Non c’è più la volontà di perseguire il bene comune, e questo è terribile, ci siamo assuefatti alla mediocrità e non abbiamo più la forza di reagire».

Oggi Martella è titolare, insieme alla moglie Monica Raiola, del Micromercato in via Raschi 9 a Moltrasio, un delizioso minimarket di paese, in cui la qualità dei prodotti e l’attenzione verso il cliente sono alla base di tutto. «La cosa che più amo fare è alzarmi presto e aprire il mio negozio insieme a Monica, che è l’amore della mia vita e il mio unico e vero “disco d’oro alla carriera”. Micromercato è il classico market di paese, in cui proponiamo prodotti locali e di alta qualità, il km zero, il miele, il vino, lo zafferano della Brianza, l’olio, tutto quello che nella grande distribuzione è difficile da reperire. Mi piace definirmi un “salumiere rock and roll di successo” e, grazie a mia moglie, ho scoperto di amare questo lavoro esattamente come amo suonare. Qui sono rinato, ho trovato la mia dimensione e sono convinto che se vivessi ancora a Milano non mi sarebbe tornata la voglia di salire di nuovo su un palco. Qui mi si è pulita la testa, ho capito cosa mi fa stare bene e cosa mi fa stare male. Negli anni in cui sono stato lontano dalle scene ho imparato a fare bene quello che dovevo fare, adesso sono consapevole dei miei mezzi, mi sento una persona libera, non voglio più entrare nel sistema, voglio cantare e scrivere quello che mi piace per il gusto di farlo, non nella speranza che qualcuno noti il mio lavoro e lo faccia girare nei media per raccogliere date. Quando ero più giovane affrontavo il palco con maggiore sfrontatezza perché non ero sicuro di me, e posso serenamente affermare di non aver mai cantato così bene come ora che ho cinquant’anni. Sono tranquillo, ma mantengo intatta la mia capacità di emozionarmi, e credo che questo sia fondamentale».

Monica Raiola e Paolo Martella

Il concerto di Milano vedrà la partecipazione di molti ospiti a sorpresa e, nel futuro della band, oltre a molti live, tra i quali spicca quello del 10 giugno prossimo in occasione del Rock in Park al Legend Club di Milano, c’è anche un nuovo disco, che vedrà diverse collaborazioni importanti e il coinvolgimento di più produttori artistici e sarà pubblicato il prossimo autunno. «Il nostro intento è quello di continuare a suonare in giro esattamente come stiamo facendo adesso, divertendoci e facendo divertire il pubblico. Non c’è cosa più bella».

In apertura si esibiranno i milanesi The GrOOming. Ingresso a 8 euro con tessera Arci.

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