Lee Bains III & The Glory Fires a Cantù

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Uscito nel giugno dello scorso anno, Youth detention, il terzo album di Lee Bains III & The Glory Fires, è da considerarsi un lavoro ambizioso, un doppio LP composto da diciassette brani registrati in presa diretta a Nashville, Tennessee, con i quattro componenti presenti contemporaneamente nella stessa stanza senza cuffie o manipolazioni di sorta. Il risultato è completamente umano, un mix tra punk, soul, power pop, country e gospel capace di conservare l’energia e la rilassatezza della band, alla quale si possono perdonare persino alcune stonature, appena percettibili.

Youth detention descrive i difetti della tipica cittadina americana che si è appena affacciata al nuovo millennio: migrazioni, cessioni urbane, tensioni razziali, lotte di classe e religiose, politiche di genere, omofobia, xenofobia e scontri economici. «È il suono del luogo in cui vivo – ha dichiarato Bains – Voglio conoscerlo e avere la possibilità di confrontarmi con esso. Non voglio far parte di una band che viene da dovunque e potrebbe fare qualunque cosa. Il punk rappresenta una scoperta di me e di quella che è la mia versione migliore. Non posso riuscirci se non sono esattamente me stesso». Venerdì 2 febbraio, in occasione del tour promozionale italiano, la band dell’Alabama, formata da Lee Bains III (chitarra e voce), Eric Wallace (chitarra), Adam Williamson (basso) e Blake Williamson (batteria) salirà sul palco dello storico club All’Unaetrentacinquecirca in via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù. Il leader si è fratturato una gamba a Saragozza, nel pieno di questo giro di concerti, ma suonerà ingessato pur di non deludere il pubblico italiano.

Inizio concerto ore 22.30, ingresso a 15 euro.

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