Laura Fedele a Parolario in Sola con un cane

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Ha un animo black: non solo jazz, ma anche blues e soul, venature pop, canzone d’autore… in una sola parola: musica. Laura Fedele torna a Como venerdì 15 giugno alle 22 a Villa Olmo per l’edizione 2018 di Parolario, che permetterà di ascoltare ancora una volta questa straordinaria cantante, autrice, interprete e pianista. Tra le sue più belle incursioni lariane, indimenticabile quella nell’ambito della rassegna ComoJazz, che l’ha vista interpretare una personalissima rilettura del classico album dei Pink Floyd The dark side of the moon. Genovese di nascita, partenopea di discendenza, si è fatta conoscere, musicalmente, a Milano, con performance che mettevano in risalto sia le sue splendide doti vocali, sia una tecnica pianistica che arriva dal cuore del Sud degli Stati Uniti. Il suo primo disco, Right now è del 1984 e subito dopo la troviamo nella Treves Blues Band per lo storico 3. All’era del vinile risalgono anche Strie e Anomalé, dischi oggi introvabili mentre Free to be jazz è un vero e proprio atto d’amore della cantante nei confronti della grande musica americana. C’è tantissimo da imparare assistendo a un suo concerto: in scaletta può esserci di tutto, da brani tratti dalle esperienze ricordate, a dimenticati blues di inizio Novecento, a perle soul degli anni Sessanta fino a inediti o a perle di Tom Waits e Nina Simone (ha dedicato un album a entrambi). Una sua performance, come ben sa chi ha già assistito a sue esibizioni, è sempre ricca di sorprese ed è garantito un alto tasso emozionale perché Laura è una di quelle artiste che ha abbattuto le barriere tra musica e vita, vivendo le canzoni e non limitandosi a interpretarle, donando ogni volta un pezzo di sé.

Laura Fedele e… Barney

E chi ha già assistito a una sua performance, sa che Laura ha un collaboratore inseparabile, un partner… a quattro zampe. È Barney, che lei definisce ironicamente «il mio muso ispiratore». E davvero ispiratore del récital Sola con un cane. «Questo spettacolo mi è stato suggerito dalla vita stessa. Barney – mio cane e compagno inseparabile da circa quattro anni – ha sempre dimostrato una certa propensione a stare sul palco. Durante i miei concerti, se io glielo permetto, si accoccola vicino al piano e, in genere, resta più o meno immobile fino all’ultimo brano. Al momento degli applausi e del saluto finale, si alza, si stira, e trotterella davanti , felice e festoso, guadagnandosi il suo posto in mezzo ai musicisti. In questo progetto la relazione a due (performer – pubblico), si apre quindi per accogliere in scena un terzo elemento che, pur non facendo praticamente nulla, con la sua presenza accentua il lato estemporaneo della performance, aggiungendo un margine di variabilità agli eventi». Lo spettacolo si sviluppa attraverso un alternanza di monologhi e canzoni: nove quadri che affrontano il tema della solitudine in modo ironico e brillante. Il tono è colloquiale, confidenziale, quasi una chiacchierata con il pubblico; a tratti, monologhi e brani confluiscono l’uno nell’altro, in un gioco ritmico che lascia spazio anche all’improvvisazione. Il tutto sotto l’attenta supervisione di Barney, il cane, davvero il muso ispiratore di questo spettacolo.

Ingresso libero.

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