La voce di Minder incanta all’Officina

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«Ho associato l’immagine dell’amore all’oro, cercando di darne una definizione. L’oro in natura è grezzo, viene purificato dagli altri materiali prima di essere utilizzato. Accade così anche all’amore, che spesso deve attraversare un processo, per trasformarsi in amore vero». Con queste parole, il cantante e pianista jazz Stefano Minder ha presentato la sua Love is, uno dei brani contenuti nel suo primo album autoprodotto dal titolo Love through my eyes, presentato all’Officina della Musica di Como.

Lorenzo Nanni, Alessio Renda, Antoni Kuzak, Stefano Minder Yuri Alviggi sul palco dell’Officina della Musica

Una scaletta intensa e dalle atmosfere suggestive, quella proposta dall’artista italo-svizzero, accompagnato da quattro musicisti altrettanto talentuosi ed incantevoli, come Antoni Kuzak al sax alto, Lorenzo Nanni al pianoforte, Alessio Renda al basso e Yuri Alviggi alla batteria. Un concerto in due parti, per un totale di sedici brani, di cui nove tratti dal nuovo disco, ha conquistato un pubblico attento e raccolto, che ha apprezzato la sensibilità artistica dei giovani musicisti, forse ancora un po’ acerba, ma in crescita positiva e di certo promettente.

 

Dopo un primo set connotato da uno stile jazz morbido e cautamente sperimentale, ha decisamente convinto il secondo, in cui le sonorità soul e più funkeggianti sono apparse maggiormente nelle corde del quintetto, capace di grande affiatamento, bello da vedere e da ascoltare. A Stefano Minder e ai suoi musicisti va il grande merito di essere, a oggi, una delle grandi speranze della musica jazz e soul contemporanea, perché hanno dalla loro freschezza, unicità, entusiasmo e idee nuove. Un’ottima base di partenza, non c’è che dire.

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