La musica dei cieli di Galliano al Sociale

la-musica-dei-cieli-di-galliano-al-sociale
0 419

Ha compiuto 68 anni pochi giorni fa, convinto di fare il lavoro più bello del mondo: «Il musicista, un messaggero d’amore». Richard Galliano, il fisarmonicista noto nel mondo per aver rivitalizzato il suo strumento con un eclettismo inimitabile fra i generi, dal tango al jazz, torna a Como dopo l’indimenticabile concerto all’alba del Festival Como Città della Musica 2016. Sul palcoscenico del Teatro Sociale, alle 21, Galliano sarà protagonista con l’Ensemble Symphony Orchestra della tappa comasca de La musica dei cieli, festival itinerante per la conoscenza e il dialogo tra le culture attraverso le molteplici musiche della spiritualità.

«La musica è un’energia di spiritualità – spiega Galliano – C’è tutto, nella musica: Dio, le buone vibrazioni, l’eternità… L’opera di un compositore non muore, la musica dà immortalità. Se la gente ascoltasse di più buona musica, buone sonorità, belle melodie penso che molte cose cambierebbero. C’è soprattutto un messaggio d’amore, nella musica: peccato che quella commerciale di oggi sia terribile, per la gente non va bene, una volta era un’altra cosa, un’altra allegria, penso che in certa musica d’oggi si sia persa la spiritualità che c’era in Bach, Chopin, Ravel, Debussy, nella canzone italiana e francese, nella buona musica popolare».

galliano-e-lincantesimo-dellalba

Come ha scelto i brani di que- sto concerto? «Ho voluto che fosse una sintesi della mia vita, del mio percorso. Comincerò con Habanerando, un brano sul viaggio; poi ci saranno due Stagioni di Piazzolla, un Adagio di Mozart e le mie Valse à Margaux e Tango pour Claude, un’Aria di Bach e un’altra che io ho composto per fisarmonica, forse anche una Stagione di Vivaldi per arrivare a un tema popolarissimo come La cumparsita! Sarà un viaggio eclettico, bello da ascoltare e da eseguire. Nessuna distanza fra intrattenimento e spiritualità: un concerto è sempre una liturgia, una comunione. In ogni concerto mi sento in comunione con i pubblico, a volte faccio anche cantare… Il tempo si ferma e c’è partage, condivisione tra il pubblico, noi che suoniamo e la bellezza del suono e della musica. Abbiamo bisogno dell’energia del pubblico non certo per stimolare atletismi o virtuosismi ma raccontare storie di condivisione».
Galliano è molto legato all’Italia. «Rappresenta almeno la metà di me – dice – Ho vissuto a Parigi e Nizza, ma quando oltre un quarto di secolo fa ho cominciato a venire in Italia ho ritrovato la mia terra».

Non teme che la fisarmoni- ca possa passare di moda. «Rispetto a ogni altro strumento – afferma -, ha molte sonorità, la fisarmonica è un’orchestra fra bassi registri. È l’unico strumento che respira da solo: ogni mio primo brano di concerto inizia con il suo respiro, che ricorda il mare, il vento… Sull’esempio di mio padre ho sempre cercato la finezza della fisarmonica, che si può suonare pianissimo o molto forte, può da sola far danzare 300 persone, è presente nella maggior parte delle culture del mondo. Una vita non è sufficiente per scoprirne tutte le sfumature».

Biglietti a 22 euro.

Lascia un commento