La lunga notte del jazz al Teatro Sociale

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Enrico Rava

Andrea Cavalcanti sarebbe stato felicissimo di scrivere questo articolo. Più di sessanta artisti riuniti nella grande casa della musica di Como, il Teatro Sociale, nel segno del jazz, la musica che più amava, sotto l’egida di una grande star internzionale come Enrico Rava, il trombettista settantottenne, triestino di nascita, ma torinese d’adozione. È quindi giusto che La lunga notte del jazz – anteprima italiana del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso – che si snoderà sabato 3 marzo dalle 19 in cinque ambienti della massima sala cittadina, sia stata dedicata al giornalista de La Provincia, prematuramente scomparso nel maggio dello scorso anno. Una scelta voluta da Edmondo Canonico e Gianni Dolci, presidente e vice del Como Lake Jazz Club, nato dalle ceneri di un’associazione che vide nello stesso Cavalcanti uno dei suoi più assidui promotori, da Gabriele Gambardella, della giovane associazione Music For Green, che non aveva mancato di destare l’attenzione del giornalista, sicuramente condivisa da tutti i musicisti coinvolti che tanto devono ad Andrea per avere portato i loro concerti, i loro dischi, i loro progetti all’attenzione dei lettori di questo quotidiano. E, naturalmente, avrebbe appreso con grande felicità la (ri)nascita di una grande formazione: la Como Lake Jazz Club Big Band debutterà oggi alle 19, condotta da Valentina Mazzoleni e sotto la direzione artistica di Roberto Quadroni e dello stesso Dolci. Alle 20.30 il grande palcoscenico accoglierà Rava che suonerà con Giovanni Guidi al pianoforte e Francesco Bearzatti al sax tenore, entrambi talenti con cui il trombettista si è già misurato in passato, ma mai in trio. Dalle 22.15 è Endless jazz, jazz senza fine su quattro palchi. Leggendo l’elenco dei nomi coinvolti si trova una piccola, quasi esaustiva enciclopedia del jazz nostrano, la stessa che Cavalcanti sognava, un giorno, di stilare.

Il programma

Foyer

Marco Castiglioni

Ore 22.15 Marco Castiglioni Blam Jazz Quartet: Luciano Zadro e Beppe Pini (chitarre), Andrea Balgera (basso) e Marco Castiglioni (batteria)
Nasce da un’idea del batterista Marco Castiglioni e dalla sua passione per la chitarra, strumento che per primo lo ha avvicinato alla musica, la formazione di questo quartetto, che affida la front line a due musicisti, chitarristi di notevole caratura artistica, universalmente riconosciuta nel panorama strumentale nazionale e non solo. Zadro e Pini, profondamente diversi per peculiarità e stile, si integrano e interagiscono, donando alla musica di Blam, sempre comunque radicata e vicina al mondo del jazz, freschezza di fraseggi e sonorità. Il repertorio propone brani originali dei quattro musicisti oltre a rivisitazioni e riletture di grandi autori della musica italiana e standard.

Maurizio Aliffi

Ore 23.15 Flying Quartet: Simone Mauri (clarinetti), Maurizio Aliffi (chitarra), Stefano Zambon (contrabbasso) e Francesco D’Auria (batteria)
Quattro diversi strumenti, modi per comunicare vita all’aria e trasmettere il suono, cavità misteriose messe in vibrazione da corde, pelli e legni si danno appuntamento per un dialogo con la materia stessa del suono. Esploreranno la propria storia, fatta di tante musiche e suggestioni, per dialogare alla pari e con la piena disponibilità a farsi stupire. Il repertorio, fatto da anni di intrecci comuni, è in gran parte di brani originali, ma ambisce a una interpretazione corale oltre l’autore stesso: il jazz è la grande madre alla quale si ispira perché incarna il mistero dell’improvvisazione, e gli strumenti cercano di farsi canto oltre il proprio ruolo e oltre le proprie convenzioni, nella ricerca della piena libertà consapevole.

Francesco Mantero e Flavio Minardo

Ore 0.15 Mi.Ma. Trio: Flavio Minardo (chitarra), Francesco Mantero (batteria) e Massimo Scoca (basso)
In bilico tra composizione e improvvisazione, tra ragione e sragione, tra jazz e musica etnica, Mi.Ma. è un progetto mutevole che propone brani originali e libere improvvisazioni.


Sala Canonica

Francesco Manzoni

Ore 22.15 Manzoni – Emmanuele Quartet: Francesco Manzoni (tromba), Giuseppe Emmanuele (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Nicola Stranieri (batteria)
Il quartetto proporrà una serie di composizioni originali e non, appartenenti alla corrente del new mainstream. Il trombettista, di estrazione davisiana, può essere considerato uno dei più lirici specialisti dello strumento che la nostra penisola possiede.

Antonio Cervellino

Ore 23.15 Antonio Cervellino Quartet: Antonio Cervellino (contrabbasso), Guido Bombardieri (sax), Simone Daclon (pianoforte) e Pasquale Fiore (batteria)
Amore per la tradizione e ricerca di una sonorità personale sono alcune delle caratteristiche che accomunano questi talentuosi musicisti. Il quartetto esegue composizioni di Cervellino e alcuni classici del jazz rivisitati in chiave moderna. Bombardieri è uno dei più acclamati sassofonisti in Italia, dotato di solida tecnica e di un fraseggio fantasioso. Daclon è un pianista raffinato, particolarmente incline a soluzioni armoniche originali. Cervellino ha un approccio molto ritmico al contrabbasso, caratterizzato da un suono potente, scuro e profondo. Il batterista Pasquale Fiore supporta le scelte del solista con sensibilità e sobrietà, aggiungendo il giusto colore.

Marco Bonetti

Ore 00.15 Bruno Lavizzari Quartet: Bruno Lavizzari (sax), Marco Bonetti (sax), Stefano Gatti (contrabbasso) e Massimo Caracca (batteria)
Un suono moderno e graffiante caratterizza il quartetto. Il sax di Bonetti ora acido e cattivo ora dolce e suadente è sorretto armonicamente dall’ottimo Lavizzari, ideatore del progetto, al piano mai lezioso né scontato e capace di soluzioni armoniche non usuali . Al basso Gatti, dal suono morbido e sicuro e, alla batteria, l’esperto Caracca a legare i compagni col suo beat vibrante e leggero ne viene fuori un bell’insieme che interpreta in modo contemporaneo sia brani originali di Bonetti e standard rivisti in chiave più moderna.


Sala danza

Isabella Tosca

Ore 22.30 O’Pato Quartet: Isabella Tosca (voce), Pier Luigi Salvadeo (sax), Claudio Tuma (chitarra) e Bruno Sensale (percussioni)
Come scrisse Andrea Cavalcanti, O’Pato è l’unico gruppo lariano capace di gettare un ponte ideale tra il Mediterraneo e la terra brasiliana interpretando una bossa-nova raffinata e particolare basata sui vocalismi di Isabella Tosca e sui soli ricercati degli altri componenti. Il suono d’insieme che ne deriva è vivace, divertente, sinceramente etnico, ma dal punto di vista tecnico da prendere estremamente sul serio.

Stringology Trio: Giulia LarghiFabio De Girolamo e Claudio Pietrucci

Ore 23.30 Stringology Trio: Giulia Larghi (violino), Claudio Pietrucci (chitarra) e Fabio De Girolamo (contrabbasso)
È un dato di fatto che, nel secolo scorso, i rapporti tra jazz e chanson française, sono stati intensi e profondi: a partire dagli anni Venti infatti, nelle strade e nei locali di Parigi, il jazz d’oltreoceano si è incrociato con la chanson e le musiche tradizionali, certamente influenzandole ma, allo stesso tempo, rimanendone influenzato. Lo Stringology Trio, formazione composta da soli strumenti corde, propone in uno stile fresco e personale un viaggio attraverso le musiche dei principali chansonniers francesi del secolo scorso, quali Edith Piaf, Charles Trenet, Charles Aznavour, Yves Montand, Serge Gainsbourg, Sacha Distel, con arrangiamenti originali che ne riportano alla luce il loro più stretto legame con il jazz.

Five Quarters

Ore 00.15 Five Quarters: Martino Branca (voce), Tommaso Imperiali (chitarra e voce), Giovanni Elli (chitarra), Tommaso Roscio (sax tenore), Simeon Caccia (trombone), Diego Albonico (tromba), Federico Gemignani (tastiera), Leonardo Ruggeri (basso) e Riccardo Cappi (batteria)
Ecco dalle sponde del lago di Como nove ragazzi dall’anima blues, insieme dal 2014 e freschi della registrazione del primo EP Early to go home. I potenti riff della sezione fiati, il ritmo trascinante e l’energia di chitarre e tastiere sono gli ingredienti per dare vita al caratteristico sound dei brani inediti e delle numerose rivisitazioni di classici del blues e del jazz.


Sottopalco

Donato Matola, Alex Carreri e Giorgio Di Tullio

Ore 22.15 Donato Matola Trio: Donato Matola (chitarra), Alex Carreri (basso) e Giorgio Di Tullio (batteria)
Dopo un periodo di prolungata assenza, Matola ha scelto questa nuova formazione per dare vita ad un nuovo progetto Modern Jazz di composizioni originali e rivisitazioni di brani per riproporsi al pubblico in una nuova veste.

Sabrina Olivieri

Ore 22.50 Sabrina Olivieri Quintet: Sabrina Olivieri (voce), Alessio Sabino (chitarra), Lorenzo Livraghi (pianoforte), Marco Mistrangelo (contrabbasso) e Marco Porritiello (batteria)
Attivo dal 2003 e formato da musicisti affermati in ambito jazzistico e non, il gruppo presenta un repertorio di standard jazz, bossanova, rivisitazioni di brani tratti dal songbook di grandi autori come Tom Jobim, Burt Bacharach, Bruno Martino, Lennon & McCartney accostati ad alcuni brani originali. L’organico spazia dallo swing anni Quaranta al be bop, al calore della musica brasiliana, ma concorre nel contempo alla creazione di atmosfere più rarefatte, realizzate grazie alla formazione classica dei musicisti che, pur essendo jazzisti di fama, non rinunciano all’uso espressivo, dinamico e a volte impressionistico del proprio strumento attraverso, per esempio, l’uso dell’archetto per il contrabbasso o di un accentuato lirismo del pianoforte.

Ore 23.30 Open jam session


Il concerto della big band alle 19 è a ingresso libero. Il biglietto da 20 euro permette di assistere al concerto del trio di Rava e a tutti i concerti in scena fino a esaurimento della capienza di ciascuna sala. Il biglietto da 10 euro consente di assitere a tutti i concerti in scena nei vari palcoscenici dalle 22.

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