La grande bellezza del MiAmi

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MiAmi vuol dire estate e lo scorso fine settimana al Circolo Magnolia l’atmosfera, complice anche un clima decisamente favorevole, è stata quella di spensieratezza e divertimento che la bella stagione porta con sé. Nella serata dì sabato sento tantissimi commenti positivi sull’organizzazione, gli ospiti e la qualità dell’intero evento. Clamoroso il riscontro di pubblico, che il venerdì si è concretizzato nel primo tutto esaurito della storia del festival.

(Foto di Claudio Caprai, Elephant Studio)

Durante la giornata del 25 maggio sui tre palchi del MiAmi sono saliti alcuni dei nomi ormai consolidatisi nell’ampio panorama musicale italiano come Cosmo, Frah Quintale, che si è esibito anche insieme a Giorgio Poi nel loro singolo Missili, Francesca Michielin, Ex-Otago.

Francesca Michelin (Foto di Starfooker)

Accanto a loro le rivelazioni come Galeffi, Coma Cose (protagonisti di un esibizione particolarmente apprezzata), Willie Peyote, Sick Luke e Marina.

Cosmo (Foto di Starfooker)

Applausi meritatissimi da tutti, con un particolare fuori programma che ha, ovviamente, scaldato la folla: dopo la sua prima esibizione da esordiente, nel 2016, sul palco della “collinetta”, al MiAmi è tornato Calcutta, che poco dopo la fine dei concerti si è esibito in un live set non annunciato.

Ex-Otago (Foto di Starfooker)

La data, d’altra parte, coincideva con l’uscita del suo nuovo album Evergreen, pubblicato da Bomba Dischi e da cui sono già stati estratti i singoli Orgasmo, Pesto e Paracetamolo, quest’ultimo eseguito per la prima volta dal vivo proprio sul palco del festival.

Calcutta (Foto di Starfooker)

Una conclusione di serata inaspettata ma accolta con entusiasmo dal pubblico, che ha intonato insieme al cantautore anche alcuni dei pezzi più “vecchi” (sempre che si possa usare questo termine). Gli affezionati e coloro che fisicamente possono sostenerlo si sono goduti, grazie agli abbonamenti, la due giorni.

Prozac+ (Foto di Claudio Caprai)

La sottoscritta, per raggiunti limiti di età, solo il sabato, il cui programma risultava parecchio appetibile, a partire dalla reunion dei Prozac+, in occasione del ventennale del loro storico album Acido acida. A tal proposito, uno degli amici che ho incontrato lì (il gruppo comasco era decisamente nutrito) mi racconta che lui è interessato soprattutto a loro, dato che li ascoltava quando era ragazzino, tra i dieci e i quindici anni. Io, invece, Acido acida la cantavo a squarciagola al Tartaruga festeggiando i diciotto anni miei e dei miei compagni di classe. Ma proseguiamo.

Prozac+ (Foto di Claudio Caprai)

Tanti nomi decisamente interessanti, dunque: dalle 17 in poi numerosi sono stati gli esordienti che hanno calcato il palco Havaianas, che grazie alla sua conformazione permetteva, a chi ne avesse voglia, di vivere li concerti seduti o sdraiati sul prato, e il palco Mi fai, dove le esibizioni erano accompagnate dalle illustrazioni prodotte in tempo reale da alcuni disegnatori.

Giorginess (Foto di Davide Padovan)

E dunque via con le voci femminili di Mèsa, cantautrice romana che ha coinvolto il pubblico già presente dall’apertura dei cancelli, e della “nostra” Giorgieness, che ha scaldato l’ambiente con molti dei suoi pezzi: «Il MiAmi è uno di quei festival in cui ho sempre sognato di esibirmi, parlerò poco, perché voglio cantare più canzoni possibili».

Mèsa (Foto di Davide Padovan)

Facendo un giro per la zona dei mercatini e degli stand incontro Gaia, che mi dà un paio di dritte su Vanarin e Bee Bee Sea, che dopo poco si esibiscono proprio sul palco Mi fai. Accolgo il suggerimento, che si dimostra azzeccato: mentre scorrono le immagini dei disegni dell’illustratore Vaps, i due gruppi si esibiscono portando, il primo, un pop dagli arrangiamenti variamente contaminati dal beat e dalla psichedelia, passando anche per l’elettronica, la trap e l’hip hop, e il secondo – alla prima data del tour estivo – un mix di punk e garage.

Yombe (Foto di Silvia Violante Rouge)

Più tardi mi sposto con altri amici verso il Palco Pertini, il main stage: qui scopro i Dunk, band composta dai fratelli Marco ed Ettore Giuradei, da Luca Ferrari dei Verdena e da Marcello Pipitone dei Marta sui tubi; una formazione recente, i cui componenti hanno più volte dichiarato di essersi trovati solo per la voglia di suonare senza ambizioni particolari né un progetto troppo altisonante.

Auroro Borealo (foto di Davide Padovan)

Dopo di loro, finalmente, i Selton, che personalmente attendevo con trepidazione perché ad ogni loro esibizione mi diverto e mi carico di entusiasmo, come era accaduto in occasione del wow festival del 2016. Con una formazione rivisitata ma la stessa freschezza e capacità di coinvolgere il pubblico, si esibiscono con i pezzi che ormai tutti conoscono.

(Foto di Claudio Caprai)

Tra un concerto e l’altro ne approfitto per bere una birra, mangiare un ottimo fish’n’chips in uno degli stand e fare due passi incontrando gente di ogni età, coppie con bambini (qualcuno ancora in età da passeggino) e curiosare tra il merchandising, i tatuaggi temporanei di una delle bancarelle, l’abbigliamento di genere vario e le postazioni di associazioni e locali dai quali raccolgo materiale e informazioni.

Maria Antonietta (Foto di Silvia Violante Rouge)

Il MiAmi è anche tutto questo e la formula che da anni gli organizzatori scelgono è vincente, se siamo arrivati all’edizione numero quattordici. La serata prosegue con tante altre esibizioni: su quella di Maria Antonietta concordano in tanti, sostenendo che sia stata particolarmente ben riuscita; tra questi Mauro, che ha apprezzato molto anche i Tre Allegri Ragazzi Morti, la cui data di sabato era l’unica prevista in estate: innumerevoli le maschere –segno di riconoscimento – che moltissimi dei fan indossavano già dal pomeriggio. Anche Michele con la band di Pordenone si è rituffato in sonorità di qualche anno fa. Sui Prozac + si odono pareri discordanti: qualcuno si è emozionato con il “pogo” un po’ amarcord, qualcuno invece si aspettava forse un po’ di più.

Tre Allegri Ragazzi Morti (Foto di Claudio Caprai)

Oltre a loro Colapesce, Go Dugong, Black Beat Movement, Yombe, il Dopofestival di Millefoglie e il dj set del collettivo Rockit All Starz. Il MiAmi ha forse un unico difetto: i cantanti e le band sono talmente tanti e tutti bravi che vorresti seguirli tutti ma è, salvo possedere il dono dell’ubiquità, impossibile. Per il prossimo anno, il quindicesimo compleanno e quindi di certo un’edizione “col botto”, mi sto già organizzando.

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