La chitarra di Finaz protagonista a Cantù

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Considerando la sua età anagrafica e quello spirito da eterno guascone mai si potrebbe dire di avere davanti uno dei sacri mostri italiani della sei corde. Eppure lo è, in modo innegabile. Il suo curriculum è impressionante, a partire da una laurea da 110 e lode in filosofia, dagli studi, sin da giovanissimo, di chitarra classica e jazz, dai primi gruppi e i primi concerti in giro per la sua Volterra, appena adolescente.

Alessandro Finazzo, in arte Finaz, classe 1969, fondatore, insieme a Enrico Erriquez Greppi del gruppo folk rock toscano Bandabardò, nella sua carriera ha collezionato un numero tale di collaborazioni illustri da far girare la testa: Modena City Ramblers, CSI, Daniele Silvestri, David Sylvian, Max Gazzè, Paola Turci, Franco Battiato, Goran Bregovic, Carmen Consoli, Dolcenera, Piero Pelù, Roy Paci, Peppe Voltarelli, Caparezza, Orchestra Piazza Vittorio, Stefano Bollani, Tonino Carotone, Giobbe Covatta, Dario Fo e Casa del Vento, solo per citarne alcuni, ma la lista è di certo molto più lunga. Oltre a essere un virtuoso dello strumento, Finaz è produttore artistico, autore di colonne sonore e ha pubblicato due dischi da solista, Guitar solo (2012) e GuitaRevolution (2015), nei quali è immediatamente riconoscibile il suo stile contemporaneo e l’uso elegante di tecniche percussive e tapping.

Un musicista dal carisma straordinario, che sabato 20 gennaio salirà sul palco dello storico locale All’UnaeTrentacinqueCirca in via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù per un live che si preannuncia imperdibile. In apertura si esibirà l’artista lombardo LZ129.

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