Jazz con il trio di Francesco D’Auria per Summer Como Festival

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È tutto pronto per il secondo appuntamento con il Como Summer Festival, rassegna voluta dal Comune di Como e organizzata in tandem da Nerolidio Music Factory e Nota su Nota, che anche questa sera accenderà i riflettori sulla piazza Grimoldi di Como, una delle location preferite dall’intero cartellone di concerti, sia per la sua posizione centralissima sia per l’opera di riqualificazione di cui è stata oggetto. Protagonista della serata sarà il Francesco D’Auria Jazz Trio, composto da musicisti davvero d’eccezione: Francesco D’Auria alla batteria e percussioni, Bruno Lavizzari al pianoforte e Mario Preda al contrabbasso.

Francesco d’Auria

«La storia di questo trio è, fondamentalmente, una storia di condivisione, d’amicizia e di una grande passione nata quando eravamo adolescenti – ha raccontato D’Auria – e suonavamo insieme all’oratorio. Dopo una lunga esperienza maturata esibendoci live al Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, negli anni in cui frequentavo ancora il Conservatorio, le nostre strade si sono divise, ma è rimasto, forte, il rispetto reciproco e una grande vicinanza affettiva. Qualche mese fa abbiamo deciso di ricostituire il trio, in occasione di alcuni inviti ricevuti da Cecilia Casella, uno dei quali ci ha visto in concerto, lo scorso febbraio, sul palco dell’Officina della Musica». D’Auria, che vanta una fulgida carriera costellata di collaborazioni illustri e partecipazioni a festival prestigiosi, affianca ad un’intensa attività concertistica quella didattica e, dal 2016, è titolare della cattedra di Batteria e Percussioni Jazz presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. «Divido la mia vita su tre fronti – ha proseguito – il primo, il rapportarmi alla musica con la stessa gioia e curiosità di un bambino, ricercando continuamente il linguaggio che più mi appartiene, il secondo, il grande amore per la tradizione jazzistica e il terzo, l’insegnamento, che mi porta a riflettere molto su quello che faccio. Tutti questi elementi sono sempre presenti nei miei progetti musicali, e saranno fortemente riconoscibili anche nel repertorio del Trio».

Bruno Lavizzari

Una selezione musicale che si preannuncia eclettica e interessante, in cui lo stile jazz sarà declinato in modi differenti. «Eseguiremo qualche brano mio – ha aggiunto – come Un amore, dedicato a Dino Buzzati e Sogni di Pietro, che suonerò con l’hang, alcuni standard jazz riarrangiati, composizioni di musicisti jazz italiani e ci sarà, ovviamente, spazio per l’improvvisazione». Un concerto, quello di stasera, che si preannuncia imperdibile e prezioso, qualcosa che, nelle parole dell’artista marianese, è destinato a lasciare il segno. «Mi piacerebbe che il pubblico percepisse la ricchezza di avere una passione, la bellezza dell’espressione dell’arte e il coraggio, da parte dei musicisti, di mettersi a nudo, offrendo quello che hanno e sanno fare. Vorrei che, al termine del concerto, i presenti si dicessero tra di loro: “Ma guarda questi quanto si sono divertiti… è stato proprio bello, vederli!” ma, su tutto, vorrei che passasse il messaggio che uscire la sera, andare ai concerti, a teatro, al cinema, alle mostre o ovunque ci sia una proposta culturale, è uno sforzo che vale sempre la pena di fare».

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