In Officina un primo Vadavialcù dai Sulutumana

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Ancora non si può annunciare la data ufficiale di uscita, ma, in questi giorni, è alle stampe e presto entrerà di certo nelle orecchie e nei cuori dei molti, moltissimi, che da più di vent’anni li amano, li seguono e li vivono come parte della propria storia. Loro sono, naturalmente, i Sulutumana, e quello che tra pochissimo vedrà la luce sarà il loro sesto album di inediti, prodotto dalla Società Artistica La Corda, distribuito da Ird International Record Distribution con la produzione discografica di Maremmano Records e la grafica di Fabrizio Bellanca, un disco che porta il titolo, curioso e significativo, di Vadavialcù. «Poco più di un anno fa ci siamo imbarcati in questa nuova avventura – ha raccontato il frontman del gruppo Gian Battista Galli – e Vadavialcù è stato il primo commento che ci è venuto di fare. Siamo in un’età artistica e biologica in cui questa parola è un po’ il nostro manifesto, ci aiuta a lasciarci dietro un po’ di cose e a riappropriarci della leggerezza. È l’intercalare lombardo più diffuso ovunque, è qualcosa che dici anche a te stesso, in qualsiasi momento, da quando ti togli le scarpe la sera a quando un’auto ti sorpassa sulla destra, perciò ha un’universalità di utilizzo molto interessante. Senza troppi ragionamenti, abbiamo deciso di dare questo titolo all’album».

Sulutumana: Beppe Pini, Marco Castiglioni, Nadir Giori, Gian Battista Galli, Francesco Andreotti e Angelo Pich Galli

I Sulu a Abbey Road

Dodici canzoni nuove di zecca, che, oltre ai soliti noti Gian Battista Galli (voce), Francesco Andreotti (pianoforte, tastiere), Nadir Giori (basso elettrico, contrabbasso, chitarra acustica), Angelo Galli (cori), Beppe Pini (chitarra acustica, chitarra elettrica) e Marco Castiglioni (batteria, percussioni), contano la presenza di ospiti illustri, tra cui l’incredibile fisarmonica di Flaviano Braga e le splendide voci di Leslie Abbadini e Francesca Arrigoni, dodici tracce mixate nei mitici Abbey Road Studios di Londra dall’italianissimo ingegnere del suono Stefano Civetta. «Il primo step è stato quello di inviare i file dei brani a Stefano, con il quale abbiamo avuto un fitto e prolifico scambio di idee – ha proseguito – poi siamo andati di persona a chiudere il lavoro, giusto due settimane fa. Varcare quella soglia è stato davvero bello ed emozionante, come attraversare una linea spazio-temporale della memoria, un luogo che ha fatto la storia della musica mondiale.»

Il brano che dà il titolo all’album, il primo scritto dalla formazione, il cui video sarà disponibile in rete nei prossimi giorni, porta con sé una duplice suggestione artistica. «Da una parte, ci siamo ispirati all’artista cabiatese Enrico Cazzaniga, ideatore del font Alphabet Street, che noi abbiamo utilizzato per la copertina dell’album, dall’altra, siamo stati influenzati dall’episodio Hostaria del film I nuovi mostri, un capolavoro del 1977 firmato da Ettore Scola, Mario Monicelli e Dino Risi, in cui Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi litigano furiosamente in cucina, lanciandosi addosso di tutto, mentre Tognazzi ripete ossessivamente Vadavialcù. Abbiamo inserito la voce di Ugo nel nostro pezzo chiedendo il permesso al figlio Ricky, che, dopo averci risposto via mail con un divertito e ironico Ma vadavialcù,  ci ha proposto di cofirmare il brano con il nome del padre. Così, gli autori del testo di questo singolo sono diventati due: io e Ugo Tognazzi. Un onore incredibile, perchè per noi Ugo resta un mito assoluto e, a distanza di più di quarant’anni, la commedia all’italiana rimane un genere cinematografico ineguagliabile per genio e capacità di descrivere un paese, i risvolti più grotteschi della sua storia ed i vizi più tenaci della sua gente».

Un disco che ha l’obiettivo di trovare elementi di novità forti e decisi che possano giustificare il fatto che, per dirla con le parole dello stesso Giamba, «i Sulutumana abbiano fatto un disco nuovo, un modo per ritrovarli e riscoprirli. Per quanto ci riguarda, c’è un’essenzialità nella ricerca sonora ma c’è anche un deciso accostamento tra quella che è la nostra cifra stilistica tradizionale acustica con elementi elettronici importanti, a partire dalle chitarre fino alle sequenze ritmiche e alle tastiere, che vanno ad arricchire gli arrangiamenti. Siamo un gruppo di quasi cinquantenni che si trovano al giro di boa della vita, e in queste canzoni si percepisce la miscela tra elementi più leggeri e divertenti e altri più intimi e riflessivi, non con lo scopo di stendere un bilancio, ma con l’intenzione di fare il punto di quello che fin qui è stato e vedere un po’ cosa succederà poi».

I Sulutumana in trio, con Gian Battista Galli alla voce, Francesco Andreotti al pianoforte e Nadir Giori al basso e contrabbasso, si esibiranno sabato 3 novembre all’Officina della Musica di via Giulini 14 a Como per cantare 20 anni di canzoni, 20 anni di passione, 20 anni di sogni. Inizio concerto ore 21 circa, ingresso a 15 euro riservato ai soci.

I prossimi live:

7 novembre: live al Folk Club Chur a Coira, in Svizzera

17 novembre: concerto per la giornata del Banco Alimentare a Cernobbio

30 novembre: Sulutumana in trio a Modena

1 dicembre: Sulutumana in trio a Siena

2 dicembre: Sulutumana in trio a Livorno

3-4-5 dicembre 2018: Sulutumana in formazione completa, presentazione album All’Unaetrentacinquecirca, via Papa Giovanni XXIII 7, Cantù

6 dicembre 2018: presentazione album presso Babitonga La Feltrinelli, via Pasubio 11/13, Milano

 

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